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Che cos'è il social recruiting e come preparasi per essere valutati al meglio

Il social recruiting è una tecnica sempre più utilizzata dalle risorse umane per individuare e selezionare potenziali candidati: ecco in che cosa consiste e come prepararsi al meglio

Secondo la nuova edizione della ricerca "Work Trends Study", condotta da Adecco in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la rivoluzione digitale sta coinvolgendo sempre più intensamente anche il settore delle risorse umane, sia nella ricerca dei candidati che, di conseguenza, nel processo di selezione. Instagram, ad esempio, è diventato uno dei principali social network utilizzati dai recruiters per la ricerca e la valutazione dei candidati.
Questo fenomeno, definito come social recruiting, sta vivendo una crescita esponenziale, e offre numerosi vantaggi, sia per le aziende che per chi sta cercando lavoro: ecco di cosa si tratta e come preparasi per essere valutati al meglio. 

Che cos’è il social recruiting

Il social media recruiting è una tecnica utilizzata sempre più dalle aziende e dalle risorse umane per individuare, analizzare e valutare le caratteristiche di un candidato tramite i social network.
Il social recruiting offre numerosi vantaggi, sia per le aziende che ricorrono a questa tecnica sia per i candidati; infatti, il mondo delle risorse umane e, in particolar modo, i selezionatori, possono

  • scovare informazioni utili sul candidato
  • verificare competenze e valori riportati nel Curriculum Vitae
  • ricercare attivamente potenziali candidati
  • ridurre i tempi e i costi che riguardano il percorso di selezione

mentre i candidati possono ricercare facilmente informazioni sull’azienda, tramite siti e recensioni, e sul recruiter stesso, ma anche trovare annunci di lavoro in numero nettamente maggiore rispetto a quelli che potrebbe trovare senza usufruire del web .

Come prepararsi al processo di social recruiting

Dal “Work Trends Study” del 2019 emerge che i recruiters dedicano il 45,1% del tempo di navigazione in rete (che salirà al 55,7% entro un anno) dedicandosi al lavoro di scouting e analisi dei profili, e che è in aumento il ricorso ai social media per esplorare la personalità dei candidati (pari al 48,1% rispetto al 36% del 2015): infatti, la quota di HR che dichiara di aver escluso un potenziale candidato dal processo di recruiting dopo aver visualizzato i suoi profili social è passata dal 12% del 2013 al 44,1% del 2019.
Per valutare i profili, i selezionatori analizzano prima il cv per poi passare allo screening dei canali social del candidato: LinkedIn su tutti, seguito da Facebook, Instagram e Twitter. I fattori determinanti in questo processo di selezione del personale sono:

  • informazioni non coerenti con il cv;
  • tratti emergenti della personalità;
  • presenza di contenuti discriminatori;
  • network scarso e profilo poco aggiornato;
  • commenti negativi sui datori di lavoro;
  • foto e contenuti poco professionali.

I recruiters, inoltre, apprezzano particolarmente chi prende parte alle discussioni su temi affini ai loro ambiti professionali in modo costruttivo e aperto al dialogo e al confronto.

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