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VIDEO | Dal carcere alla Festa del Cinema di Roma, i detenuti e la loro “Fortezza” arrivano al Maxxi

I registi e i detenuti-attori raccontano “Fortezza” in occasione della proiezione al Maxxi per la Festa del Cinema di Roma

 

Dallo spettacolo teatrale al film. Dall’istituto penitenziari di Civitavecchia alla Festa del Cinema di Roma.Fortezza”, film diretto da Ludovica Andò ed Emiliano Aiello, è stato interamente girato all’interno della Casa di reclusione della provincia romana.

L'opera nasce da un lungo percorso teatrale che gli tessi detenuti hanno fatto mentre scontavano la loro pena. Presenti nell’auditorium del Maxxi, venerdì 25 ottobre, anche i detenuti, protagonisti e co-autori del film, nei panni degli ufficiali-guardiani ideati dalla penna di Dino Buzzati. Il film, prodotto da Compagnia Addentro/Associazione Sangue Giusto in collaborazione con CPA-Uniroma3, è la rilettura di uno dei più importanti romanzi del ‘900, Il Deserto dei Tartari, pubblicato nel 1940, e conduce lo spettatore in una profonda riflessione su temi universali quali il tempo, la scelta, la libertà, la prigionia dell’anima.

“Perfetta metafora dell’istituzione penitenziaria, la narrazione del film documenta la condizione carceraria, tra rassegnazione e speranza di riscatto” sottolinea Ludovica Andò, da molti anni impegnata negli Istituti Penitenziari italiani con attività destinate ai detenuti, dai laboratori teatrali all’alfabetizzazione cinematografica. Prima di approdare al cinema, infatti, "Fortezza" è stato uno spettacolo teatrale, presentato a Roma nell’ambito della IV rassegna nazionale di teatro in carcere.

Come per il teatro, anche per il cinema la limitazione si trasforma in stimolo, il vincolo in spinta creativa: “Girare un film in un luogo vincolato da restrizioni –dice Emiliano Aiello - obbliga a ripensare il tempo e lo spazio della ripresa, il tempo e lo spazio dei dialoghi, il tempo e lo spazio del silenzio, il tempo e lo spazio del vuoto”.

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