Tornare, Cristina Comencini chiude La Festa del Cinema di Roma: "Il film più libero che ho fatto"

Cristina Comencini sceglie la 14esima Festa del Cinema di Roma per presentare un film coraggioso, intimo, profondo. Un grande ritorno - a 14 anni da La Bestia nel cuore - con Giovanna Mezzogiorno

Se ad aprire la Festa del Cinema di Roma è stato Edward Norton con il suo film - della Selezione Ufficiale - Motherless Brooklyn, la responsabilità di chiudere la kermesse capitolina è stata messa nelle mani di una italiana: Cristina Comencini.

Cristina Comencini chiude la Festa del Cinema

La regista ha presentato sabato 26 ottobre, alla vigilia della chiusura ufficiale della Festa di Roma, il suo ultimo film Tornare. Una storia intensa, emozionante, che racconta il ritorno di una donna - Alice - nella sua Napoli, dopo anni trascorsi in America. Un film che segna anche il "tornare" della Comencini insieme a Giovanna Mezzogiorno, a 14 anni di distanza dal capolavoro de La Bestia nel cuore.

L'attrice, infatti, è la protagonista della storia intima, profonda, interna, proposta da Cristina Comencini. E' la Alice adulta, quella che fa un viaggio nel tempo della memoria, un tempo non lineare - come più volte sottolineano regista e protagonista in conferenza stampa - un tempo confuso, frammentato, una memoria disordinata che raccoglie pezzi da tutte le parti. 

La storia di Alice

Il film è ambientato nella Napoli degli anni Novanta. Alice (Giovanna Mezzogiorno), 40 anni, rientra dall’America dopo una lunga assenza. È morto il padre. Alice si ferma nella casa di famiglia, disabitata: con la sorella (Barbara Ronchi) hanno deciso di venderla, e occorre svuotarla degli oggetti di una vita, di tante vite. Ma, inaspettatamente, Alice scopre che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima (Beatrice Grannò). Con lei inizia un dialogo intenso, come sembra promettente anche il legame che si crea con Marc (Vincenzo Amato), un uomo affascinante e gentile incontrato alla commemorazione del padre. Per Alice si schiude un mondo nuovo, intrigante e pericoloso, che apre squarci sul suo passato e sulla sua esistenza.

Mi sono ispirata - ha raccontato Cristina Comencinialla storia di una mia amica. Ho voluto raccontare la femminilità, fatta anche di ricerca fisica, voglia di stare con i ragazzi, desiderio di potersi divertire, ho raccontato questo desiderio erotico che sempre viene frainteso: Quella di cui parlo io nel film è semplicemente una ragazza bella, che si vuole divertire, che vuole essere libera", ha sottolineato la regista.

Tornare è l’indagine di una donna di nome Alice, ritornata nella sua città dopo un periodo di lontananza. Un ritorno che deve fare i conti con il passato, ma anche con il presente e il futuro che agiscono contemporaneamente, come fosse possibile rivedere sé stessi in età diverse. Tre, infatti, le attrici che interpretano Alice (Giovanna Mezzogiorno, Beatrice Grannò e Clelia Rossi Marcelli), tre gli attori che interpretano Marc (Vincenzo Amato, Marco Valerio Montesano, Alessandro Acampora). Due triadi delle quali la Comencini va fiera perché senza di loro un film del genere non sarebbe stato possibile: "Sono stati tutti straordinari", ha sottolineato.

La Napoli "interna" di Cristina Comencini

Altro personaggio centrale nel film di Cristina Comencini è Napoli, ma una Napoli interna, non fatta di folklore, ma di vicoli vuoti, con una casa sul mare inquietante e bellissima: "Quella che racconto è una Napoli della memoria, del cuore, dove si è svolto qualcosa di drammatico per Alice. Non c'è solo la bellezza della città, ma le emozioni. Una Napoli che palpita dentro la protagonista".

Tornare è un thriller dell’inconscio e un film sul tempo: "Il film più libero che ho fatto, alcuni lo ameranno, altri no - ne è consapevole Cristina Comencini - ma il cinema è anche coraggio, vuol dire raccontare qualcosa di emotivo, perché non sono in grado di raccontare storie fredde. Sono andata dentro il personaggio, molto più a fondo di quanto fatto in passato con La bestia nel cuore". 

Tornare è un film che si discosta dalle "solite commedie", come conferma anche uno dei produttori Lionello Cerri: “Per fortuna non siamo i soli che fanno scelte coraggiose, per noi è importante collaborare ad un film dove il talento, l’idea, la professione emergano accompagnati da una grande storia. Il cinema d’autore penso che in Italia come nel mondo possa dire ancora tante cose".

Il film che chiude la 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma è diretto da Cristina Comencini, prodotto da Lionello Cerri e Cristiana Mainardi, con soggetto e sceneggiatura di Giulia Calenda, Ilaria Macchia e Cristina Comencini. Una produzione Lumière & Co, con Rai Cinema e distribuito da Vision Distribution.

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
RomaToday è in caricamento