Mollami, la nuova commedia Sky Original del romano Gentiloni alla Festa del Cinema

Presentata, in anteprima ad Alice nella città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema, la nuova produzione originale Sky. Matteo Gentiloni (romano doc) alla regia, tanti romani anche nel cast

Nel corso della seconda giornata della 14esima Festa del Cinema di Roma, è stata presentata, in anteprima ad Alice nella città la nuova produzione originale Sky Mollami. Un road movie young adult dalle inaspettate venature fantasy che sarà trasmesso in prima tv domenica 24 novembre alle 21.15 su Sky Cinema Uno, disponibile anche on demand su Sky e NOW TV.

Il film, presentato nella sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle giovani generazioni, è diretto da un giovane regista romano, Matteo Gentiloni. Per lui si tratta dell'esordio dietro al macchina da presa di un lungometraggio. Sua la regia, ma anche la sceneggiatura firmata insieme a Andrea Agnello, Daniela Gambaro e Federico Fava.

Oltre al regista, anche la protagonista Martina Gatti è al suo primo film e sarà accompagnata da Alessandro Sperduti, attore 32enne, romano anche lui. Nel cast anche Maria Chiara Giannetta, Caterina Guzzanti e Gian Marco Tognazzi, oltre a Neri Marcorè che presta la voce a Renato.

Di cosa parla il film

Valentina ha 17 anni, molti problemi, tanti casini e un senso di colpa unico. Unico perché, da quando il fratellino è morto tuffandosi da una scogliera per una sfida con lei, si trova a convivere con Renato, un enorme pupazzo “morbidoso” che solo lei può vedere. Per farlo sparire e stare tranquilla almeno un attimo, si droga con la PCP, un oppiaceo derivato dalla morfina. Ma forse stavolta ha oltrepassato il limite: ha infatti diffuso intenzionalmente un proprio video hard che è diventato immediatamente virale, troppo virale. Per questo il padre, prestigioso avvocato della capitale, decide di mandarla per il resto dell’anno scolastico in un collegio austriaco per punirla e per allontanarla in un momento così “imbarazzante”. Valentina e il padre hanno da sempre un rapporto difficile: non l’accompagnerà nemmeno al collegio, ma incarica un suo praticante di farlo. Si tratta di Antonio, lo schiavo dell’ufficio, uno sfigato che sopporta le umiliazioni del padre di Valentina nella vaga e vana speranza di una promozione. Così inizia il viaggio in auto dei nostri due protagonisti, o meglio tre, Valentina e Antonio non saranno soli, saranno accompagnati nel loro viaggio da un terzo incomodo tanto indesiderato quanto ingombrante, l’esuberante e peloso Renato, unica vera costante nella vita di Valentina. Ciò che la ragazza però ancora non sa è che Antonio non la sta portando in collegio, ma in un centro di riabilitazione. Di sicuro quando lo scoprirà per Antonio non sarà facile contenerla.

Le parole del regista Matteo Gentiloni

"Se ripenso oggi al percorso che ha portato Mollami dal soggetto al film, ho l’impressione che tutto si sia sviluppato attorno all’idea del per­sonaggio di Renato, il senso di colpa di Valentina: un mostro blu elettrico, tanto “coccoloso” quanto asfis­siante, inopportuno, molesto. Come se prima venisse lui, e poi tutto il res­to", ha detto il regista Matteo Gentiloni parlando del suo primo lungometraggio.

"La prima volta che ho letto il soggetto - ha continuato il regista romano - ormai quasi quattro anni fa, la morte del fratello non c’era, così come tutte le conseguenze che ne scaturiscono. E non c’era Renato. Abbiamo inizia­to ad arricchire il film, stesura dopo stesura, di temi e conflitti più profon­di, accettando la sfida di trattarli con un tono divertito e a volte spensiera­to. Ma come raccontare i pensieri e il conflitto interiore di Valentina senza sembrare pretenziosi e appesantire la storia? Come renderli chiari sen­za essere didascalici? Ecco, solo in quel momento è arrivato Renato: ci ha permesso di far interagire Valenti­na con il suo senso di colpa, in modo originale, strappandoci al tempo stesso un sorriso. Quindi, non posso dire che tutto sia partito da lui, ma di sicuro Renato ci ha permesso di ripensare completamente il film, e di farlo rivivere, non solo dal punto di vista narrativo".

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