Le Eumendi, il film girato con il cellulare porta la tragedia greca nella notte dei Parioli

Il film di Gipo Fasano alla Festa del Cinema di Roma 2020, 9mila euro di budget e attori non professionisti: la Roma bene sullo sfondo, il mito come traccia

Contrasti, suspance e sensi di colpa. Tutto nel buio di una notte. E’ un film ambizioso e fuori dagli schemi quello di Gipo Fasano che, con il produttore Giorgio Gucci, ha presentato alla Festa del Cinema di Roma 2020 (sezione Riflessi) Le Eumenidi

Le Eumenidi: il film alla Festa del Cinema di Roma 2020

Il film si intitola come la terza tragedia dell'Orestea che narra la persecuzione delle Erinni nei confronti di Oreste fino al processo ai suoi danni che culmina con la sua assoluzione grazie al voto di Atena. Gipo Fasano sceglie il mito come traccia, i Parioli come sfondo per il suo film: è nel cuore della ‘Roma bene’ che si consuma la tragedia moderna. 

“Quello è un testo attuale, sancisce il passaggio per la cultura occidentale dal matriarcato al patriarcato. E’ un testo eterno che regala letture diverse. E’ da quel mito che arriva il mondo moderno” - ha commentato il regista a margine proiezione.

Una notte "tragica" ai Parioli

Nel film Le Eumenidi ruota tutto intorno all'ultima notte di un ragazzo dell'alta borghesia romana (interpretato da Valerio Santucci) che, dopo aver commesso un delitto, vaga senza meta. Mentre il padre, cerca di salvarlo utilzzando le proprie amicizie, il figlio fugge da demoni invisibili. In attesa di giudizio. 

Il film girato nella 'Roma bene' con 9mila euro

E’ un film non scontato, quello di Gipo Fasano. 9mila euro di budget, 130 ore di girato con lo smartphone diventate 70’ di narrazione serrata. 

“Un’idea che è stata una sfida. All’inizio il principale problema era come fare un film, visto che venivamo dall’esperienza dei cortometraggi. Con grande impegno, e pochi mezzi, abbiamo affrontato tutte le sfide che ci si sono presentate” - ha sottolineato Giorgio Gucci (Contea studio). 

Un anno e mezzo di riprese: i ciak nei ritagli di tempo degli attori tutti impegnati in altri mestieri ben distanti dal cinema. Un progetto che ha avuto tre anni di gestazione. “E’ stato un percorso che ha creato un solco nel mio carattere, siamo tutti cresciuti insieme al film. E i ricordi - ha detto Santucci - sono bellissimi”. 
 

In Evidenza

I più letti della settimana

  • Diabolik parla romano: Luca Marinelli è il ‘Re del terrore’, Valerio Mastandrea l’ispettore Ginko

  • Anna Magnani seduta su una panchina rossa: la statua antiviolenza a Roma

  • Ostia Criminale: così la mafia si è presa il litorale. L'allarme: "Con crisi sanitaria per clan nuova alba"

  • Niente Totti ma c'è "Tigers": prodigio del calcio mai sbocciato protagonista alla Festa di Roma

  • Festa del Cinema di Roma, Virginia Raggi sul red carpet della 15esima edizione

  • "Fuori era primavera", emozionante viaggio nell'Italia del Lockdown alla Festa del Cinema

Torna su
RomaToday è in caricamento