John Travolta acclamato a Roma: i "no" detti senza rimpianto, i "film del cuore" e quel legame con l'Italia

L'attore statunitense protagonista assoluto della sesta giornata di Festa del Cinema di Roma: il suo ultimo film, i suoi successi più grandi, le origini italiane e gli attori e i registi che più ammira

Difficile arrivare (e stupire) alla Festa del Cinema dopo Martin Scorsese che lunedì 21 ottobre ha presentato il suo The Irishman. Non per John Travolta che con la sua simpatia e il suo carisma ha conquistato tutti all'Auditorium Parco della Musica.

L'attore italoamericano ha raggiunto la Capitale per ricevere il Premio Speciale nel corso dell'incontro ravvicinato con i fan e, in occasione della conferenza stampa, ha parlato del suo ultimo progetto The fanatic, un piccolo film, "Un film d'essai" come lui lo definisce.

John Travolta acclamato alla Festa del Cinema

I selfie con i fotografi e con i fan, la firma degli autografi, il saluto in italiano hanno immediatamente conquistato il pubblico. John è l'amico di tutti e ad avvolgerlo è, inevitabilemente, un calore incredibile. L'incontro con la stampa è stato l'occasione in cui Travolta si è raccontato. Gli esordi e il successo arrivato molto presto, i nonni italiani, i suoi film del cuore, la passione per il ballo, un momento unico - il più memorabile fino ad ora - della 14esima Festa del Cinema di Roma.

In The Fanatic, John Travolta interpreta il fan sfegatato di un attore di film d'azione. Un ruolo diverso dai soliti. Un progetto che Travolta ha creato insieme al regista, prodotto e girato in pochissimo tempo: "Questo ruolo mi è piaciuto perché racconta le passioni nascoste di un fan. Mi è piaciuto questo aspetto di avere una persona che ami, che ti fa scatenare il cuore, l'entusiasmo".

I film del cuore di John Travolta: "I miei film per sempre!"

The Fanatic è l'ultimo tassello di una carriera lunga e piena di successi, tre dei quali stanno particolarmente a cuore a John Travolta perché sono - usando le sue parole - dei 'film per sempre': "I tre film più memorabili per me, quelli che meglio coprono il tempo sono Grease, Pup Fiction e La Febbre del sabato sera, sono molto orgoglioso di tutti e 3. La verità è che la vita di una persona è un mosaico di arte, esperienze, ma sono i pezzi che preferisci che ti permettono di essere senza tempo".

A proposito del successo tanto grande arrivato così presto, John Travolta ha detto: "Alcune volte delle persone sono fatte per fare delle cose, la mia famiglia veniva dal teatro, quando è arrivata una performance che ha permesso al mondo di entrare nella mia vita io l’ho accolta come lo avrebbe fatto mia madre, mio padre, la mia famiglia. Diciamo che ho accettato questo invito a creare di più. Una specie di bozza da seguire in tutta la mia carriera e che mi ha permesso di fare tante cose diverse".

Poi l'attore statunitense ha regalato ai presenti una curiosità sulle sue origini italiane, mezze siciliane e mezze napoletane: "Mia nonna veniva da Napoli, mio nonno dalla Sicilia. Mio nonno è venuto nel 1902 su una nave negli Stati Uniti, mia nonna 4 anni più tardi. In Sicilia ci sono stato, ma non ho mai incontrato i miei parenti. Questo era il cognome sul registro degli Stati Uniti ma in Italia, Travolta non ne ho mai trovati, mi sento un po' unico" (ride, ndr.). 

Il suo debole per "Pulp Fiction"

Tornando alla sua carriera, a questo viaggio incredibile iniziato quando aveva poco più di 20 anni, John Travolta ha svelato che il percorso più interessante compiuto è stato quello di Pulp Fiction: "Quentin era un regista nuovo, ispirato da tanti registi, il suo viaggio è stato interessante da apprezzare come attore. Mi sono fidato, percepivo che c'era qualcosa di intelligente". Poi l'attore ha elogiato il suo pubblico che gli ha permesso di essere così diverso in ogni ruolo. Mai avrebbe immaginato di interpretare una donna, o il presidente degli Stati Uniti, o un avvocato cinico o il ruolo di The Fanatic, ha detto Travolta in conferenza stampa, ma gran parte della sua carriera è stata dettata dal fatto che fosse ritenuto "una musa nell'immaginazione di altre persone". 

Fan nel film e anche nella vita

John Travolta alla stampa ha rivelato di essere stato fan, di esserlo tutt'ora e di non vergognarsi nell'ammettere di avere una passione particolare per alcuni personaggi del passato e del presente.

"James Cagney perché sapeva cantare e ballare, Sophia Loren, chi non ama Sophia Loren, da ragazino la guardavo ammirato, Fellini mi piaceva tantissimo. I Beatles crescendo mi piacevano molto. Poi  il Padrino, quando è uscito l'ho amato. Marlon Brando che era un amico, lo adoravo. Liz Taylor. Amo Bertolucci grande regista. E potrei andare avanti un’ora ad elencare tutti i personaggi di cui sono grande fan".

Tutti i "no" (senza rimpianti) di John Travolta

Tanti personaggi interpretati, tanti "no" detti. L'attore non sempre ha accettato i ruoli che gli sono stati proposti, alcuni dei quali hanno avuto un successo incredibile interpretati da colleghi, ma del suo "ieri" non ha rimorsi John Travolta: "Ho detto no ad American Gigolò, a Il miglio verde, a Ufficiale Gentiluomo, tutti ruoli che non ho accettato per una ragione o per l’altra, ma ho fatto altri ruoli, magari anche migliori. Non ho rimpianti".

Attore affezionato alla "vecchia Hollywood"

Poi guardando a tutte le nuove piattaforme di streaming e al nuovo cinema Hollywoodiano, quello dei film Marvel ad esempio, Travolta ha ammesso di non essere la persona giusta per parlarne. Di essere affezionato alla vecchia Hollywood, di essere legato alle grandi storie da attore: "Non sono mai stato un tipo di pubblico da fumetti della Marvel, i miei figli sì, ma io a 5 anni guardavo Fellini, non cresci con Fellini e poi vai a guardare altre cose. Non sono la persona giusta per parlare di cinema moderno. Non è una critica - ha poi concluso Travolta - dico solo che non è per me. Mi piacciono le storie, i personaggi, mi piace essere profondamente commosso dal film al cinema. Tutto l’intrattenimento secondo me è valido - ha poi concluso Travolta riferendosi anche ad Amazon e Netflix - se rende felice una persona, se lo ispira, bisogna lasciare che questo succeda. E’ una scelta, un gusto personale. Un’opinione". 
 

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