"438 Days": la disumana prigionia etiope di due giornalisti svedesi

Alla Festa del Cinema di Roma Ganslandt racconta la vera storia di Martin Schibbye e Johan Persson

Il regista svedese Jesper Ganslandt porta alla XIV Edizione della Festa del Cinema di Roma "438 Days" (titolo originale "438 Dagar"), che rientra nella selezione ufficiale della manifestazione. Ganslandt racconta la storia vera di due suoi connazionali, il giornalista Martin Schibbye ed il fotografo Johan Persson.

I due furono arrestati nel luglio del 2011 con l'accusa di terrorismo mentre conducevano un'indagine relativa all'estrazione e al commercio di petrolio nella zona dell'Ogaden, tra Somalia ed Etiopia.

Condannati ad undici anni di prigionia, hanno vissuto in condizioni disumane e degradanti nel carcere etiope di Kality fino al 2012, prima di essere finalmente liberati.

Scibbye e Persson, interpretati rispettivamente da Gustaf Skarsgård e Matias Varela (Jorge Salcedo in "Narcos 3") sono i protagonisti del racconto di un'amicizia, di una libertà persa e ritrovata, di puri ideali che cozzano contro la dura e complicata realtà.

La sceneggiatura, opera di Peter Birro, è frutto dell’adattamento dell’autobiografia omonima in cui i protagonisti della vicenda hanno rivelato le torture subite e la disavventura che gli è quasi costata la vita.

La sinossi

I due giornalisti Martin Schibbye e Johan Persson mettono tutto a repentaglio quando, la sera del 28 giugno 2011, decidono di attraversare il confine tra la Somalia e l’Etiopia. Il loro obiettivo è quello di indagare per scoprire la verità sulle conseguenze che una spietata caccia al petrolio comporta per la popolazione della regione dell’Ogaden. Quando vengono catturati dall’esercito etiope, i due uomini vengono scaraventati in una realtà da incubo: la caccia alla verità si trasforma in un confronto politico internazionale, in una lotta per la sopravvivenza nella quale l’amicizia diventa la risorsa più importante.

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