Agricoltura: a Roma in 10 anni hanno chiuso migliaia di aziende

Il censimento sull'agricoltura presentato alla Regione Lazio, analizza come sia cambiato il settore tra il 2000 e il 2010, molti fattori sono negativi, ma la strada intrapresa sembra portare alla luce.

Si è tenuto presso la sede della Regione Lazio a Roma il convegno” L’Agricoltura semplice. Per crescere” in cui si è fatto il punto sulla situazione del settore in tutte le province della Regione. Alla presenza del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, dell’Assessore Regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca Sonia Ricci, e del Commissario ARSIAL Antonio Rosati, sono stati presentati i dati raccolti dall’Università degli Studi di Cassino e inseriti nel dossier “L’agricoltura del Lazio: un’analisi dei dati del Censimento2010”.

Dagli studi dei ricercatori il primo dato importante che emerge è che nella nostra regione vi è stato un sensibile processo di contrazione delle imprese agricole, al 2010 sono addirittura il 48,7% in meno rispetto al censimento di 10 anni prima, ovvero solo 98.216, mentre la superficie agricola laziale è di circa 639mila ettari, con un calo dell’11,4%.

Nella provincia di Roma in un decennio si è passati da 51.606 aziende agricole a 21.631, con evidenti processi di ricomposizione aziendale di poco inferiore al 60%. Questa è la più alta riduzione a tra le province laziali, anche se è contrapposta alla minor perdita di terreno agricolo dal 2000 con un calo di appena l’8,26%.  Questi numeri certificano in modo palese che se da una parte una fetta importante di aziende agricole hanno dismesso le loro attività dall’altra le aziende che continuano ad operare aumentano le proprie dimensioni, andandosi a contraddistinguere per una dotazione di capitale fondiario ampia.

Nel territorio romano si è registrata anche una riduzione delle aziende di allevamento bovino di quasi il 20% nel decennio 2000/2010 con una contrazione dei capi allevati pari al 9,36%. La particolarità in questo caso è il divario tra la consistenza della Capitale e del comune di Fiumicino in cui si allevano bovini per 14.719 unità, mentre la media degli altri comuni non supera i 3.000.

Le conclusioni che sono state tratte riguardano lo sviluppo di una agricoltura competitiva e multifunzionale nella Regione Lazio. Sul piano della competitività, l’aumento delle dimensioni medie aziendali, anche grazie a superfici in affitto, permette di intraprendere traiettorie di sviluppo legate all’efficienza, alla qualificazione e alla diversificazione delle produzioni. Questo non tralascia la forte preoccupazione per la scomparsa di piccole realtà che inficia lo sviluppo di multifunzionalità, in particolar modo a Roma, città che dovrebbe trarre dalle particolarità del territorio un felice connubio tra urbano e rurale, senza continuare a perdere le piccole imprese agricole che diventano fondamentali per sviluppo e ripresa economica.

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