La pizza in teglia: dai gusti classici ai gusti gourmet

Bianca, al pomodoro o con zucca e pancetta?

“Oggi in tutto il mondo sono specialmente i giovani ad aver adottato la pizza. Io trovo che questo sia un fatto consolante e indicativo: c’è qualcosa di elementare, pulito, allegro, nella pizza, che mi fa pensare subito un gran bene dei suoi seguaci”. Dalla notte dei tempi, la pizza ha conquistato il cuore e il palato di tutti, anche di una diva del cinema mondiale come Sophia Loren. La pizza rientra senza dubbio nella hit parade dei piatti più consumati in Italia, e se Napoli ha la pizza “a portafoglio”, Roma ha la pizza “al taglio”. 

I gusti della pizza in teglia

Tanti, forse anche troppi, i gusti da scegliere quando si entra all’interno di una pizzeria all’ora di pranzo, di cena o per uno spuntino fugace. Dalla classica margherita, alla pizza bianca, dalla pizza cacio e pepe alla pizza carbonara e ancora bianca con pomodorini, rucola e scaglie e rossa con i gamberetti o con alici e puntarelle: un mix di ingredienti che abbraccia e soddisfa anche i palati più esigenti. Oltre i gusti classici della tradizione romana, tante sono anche le cosiddette “pizze gourmet” che a Roma si stanno molto diffondendo da qualche anno ma che hanno trovato la loro genesi circa trent’anni fa. 

Dai gusti classici ai gusti gourmet

“Trent’anni fa ho provato a rivoluzionare l’arte pizza, perché ho pensato che non avrei potuto offrire alla clientela lo stesso prodotto che offrivano tutti e così ho iniziato a togliere degli ingredienti e non ho preparato mai i gusti classici” ha raccontato al nostro giornale Angelo Iezzi, presidente dell’associazione pizzerie italiane che alla fine degli anni ’80 ha avviato, senza saperlo, il filone della pizza gourmet. Tra i gusti più apprezzati creati da Angelo Iezzi: zucca gialla, pancetta e provola affumicata “tutto in cottura”, uva prosciutto crudo e brie e ancora cipollina fresca, pomodoro, fontina e bacon. “La vera maestria sta nel consentire la cottura di tutti gli ingredienti insieme all’impasto e lasciare che questo continui a crescere – ha spiegato Iezzi – spadellare prima gli ingredienti è più semplice ma il risultato finale è meno buono”. Dalle mani di Angelo Iezzi anche la pizza lasagna: "Prevede un procedimento un po' lungo, viene cotta cinque volte ma il risultato finale è da leccarsi i baffi". 

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