Villa Verde e il "Forno dal 1970": di padre in figlio, quando il forno è simbolo di un quartiere

"Mio nonno ha 72 anni e viene ancora qui tutti i giorni, alle 3 del mattino lui è qui, puntuale come un orologio svizzero a controllare che sia tutto perfetto e dare il suo contributo, poi intorno a mezzogiorno va via. Io credo che questo posto sia per lui tutta la sua vita"

Tradizione, storia ma soprattutto l'importanza di valori veri come quello della famiglia. Già perché qui, nell'estrema periferia Est della città, il forno Villa Verde rappresenta da generazioni una istituzione. Basta percorrere via Gagliano del Capo e fermarsi al civico 21 dove una grande insegna "Il Forno dal 1970" accoglie la clientela e invita a entrare.

E' Sara ad aprirci le porte dell'attività e a raccontarci una storia fatta di passione e tenacia. Lei, è una dei nipoti dei fondatori del forno: "Santino e Pino erano due amici che fin da piccoli, dall'età di 13 anni, hanno iniziato ad avvicinarsi alla lavorazione del pane". Un impegno che inizia presto: "Era il 1970 quando Santino, mio nonno, e l'amico Pino, decidono di aprire un forno tutto loro, avevano poco più di 20 anni e all'epoca furono montati questi forni - Sara ce li indica e ne spiega il funzionamento - sono fatti in muratura e nascono solo per cuocere il pane casareccio". Qui la lavorazione del pane avviene con la stessa modalità di un tempo: "Una lievitazione lenta, il primo impasto viene preparato con la biga, che è l'impasto naturale, intorno alle 23, poi, si inforna prima il pane grande poi quello piccolo come le rosette e le ciriole, ancora oggi uguali a quelle di 40anni fa con la pala, una lavorazione poco diffusa di questi tempi". 

Qualche anno fa poi il cambio al vertice: Pino e Santino cedono l'attività ai figli, oggi i proprietari sono Fabio e Danilo, il papà di Sara. "Mio nonno ha 72 anni e viene ancora qui tutti i giorni, alle 3 del mattino lui è qui, puntuale come un orologio svizzero a controllare che sia tutto perfetto e dare il suo contributo, poi intorno a mezzogiorno va via. Io credo che questo posto sia per lui tutta la sua vita". 

E Sara che oggi ha 25 anni e nella vita avrebbe anche potuto scegliere di fare altro confessa: "Ho ereditato la passione per la pasticceria, non ho frequentato corsi ne scuole dedite alla professione", ha imparato qui il mestiere Sara, quando fin da piccola stava al forno a sporcarsi con la farina. "Preparo ciambelloni, frappe, castagnole, crostate ma credo che il fiore all'occhiello del forno sia la produzione della pizza bianca e quella rossa, la elogiano tutti i nostri clienti. E tra i 20 tipi di pane qui si possono gustare il pane Genzano, morbido dentro con una crosta abbastanza dura, il pane ariano fatto con la lievitazione naturale dove non c'è traccia del lievito di birra. Sono 11 le persone impiegate nel panificio, tra queste anche Tiziana, figlia di Pino che accoglie la clientela con un dolce sorriso. 

Perché i romani dovrebbero scegliere Il Forno di Villa Verde come il migliore panificio di Roma? "E' un forno innovativo - risponde Sara senza esitazioni - ma svolgiamo il lavoro con passione, amore e tradizione, proprio come si faceva 40 anni fa".

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