Geografia del cornetto

Solo una tappa dal proprio "cornettaro" di fiducia rende un weekend di movida degnamente concluso

"Le bombe delle sei non fanno male", cantava Antonello Venditti. Ecco, probabilmente, il cantautore romano, nella sua "Notte prima degli esami", non si riferiva esattamente ai bomboloni con la crema che affollano i forni di Roma, bensì a qualcosa di meno... dolce! Nella cultura capitolina, però, oggi la "bomba delle sei" è solo una: e cioè quella consumata all'alba in una delle tante cornetterie notturne sparse in città, al termine di una serata in discoteca o dopo una passeggiata nel centro storico.

Nella Capitale, infatti, solo una tappa dal proprio "cornettaro" di fiducia rende un weekend di movida degnamente concluso. Fritti, lieviti e quindi cornetti, ciambelle, maritozzi, pizzette: ognuno ha sua specialità da forno preferita e ogni delizia ha eletto negli anni un proprio "tempio", un locale aperto fino al mattino in cui gustarla, che solo i veri habituè delle ore piccole sanno scovare.

Un esempio su tutti, reperibile solo a Roma e, precisamente, solo in Via Cernaia 47, è la cosiddetta "Sorchetta Doppio Schizzo". L'inventore è il mitico "Sorchettaro" dell'Esquilino, al secolo Antonio Lambiase ma conosciuto dalla "gente della notte" solo come "il cornettaro notturno più peccaminoso della Capitale". La sorchetta è un lievito originale che - come gli esperti del dialetto romano possono facilmente intuire - ha una duplice anima allusiva al piacere femminile. Doppio è il peccato, di lussuria e gola, che si compie nell'assaggiarla, così come doppio è il condimento, fatto di crema o panna, con, appunto, uno "schizzo" di Nutella. Del resto, la notte è fatta proprio per appagare i sensi, tutti i sensi... 

Non a caso, altrettanto "romantica" è l'origine di un altro dei lieviti tipici della memoria romana: il maritozzo con la panna. La tradizione, si narra, sia nata per l'usanza che avevano le donne romane a regalarne uno ai propri mariti ogni primo venerdì di marzo. Anche il celebre panino dolce, dal canto suo, ha eletto, dagli anni Sessanta, il suo "posto del cuore": si trova a Trastevere, in via Ettore Rolli, nel locale gestito da Mario ed Emilio Agostini, presenti ogni notte, fino alle tre, dietro al bancone dell'epico "Maritozzaro", pronti a servire maritozzi di ogni dimensione, mini o maxi, con dolci rivisitazioni o meno.

Vero imperatore delle notti romane è, però, il cornetto. E guai a chiamarlo brioche di fronte a un panettiere di Roma, come invece si usa fare negli altri forni d'Italia! Sono moltissime le cornetterie che, fuori e dentro le antiche mura dell'Urbe, dalla Casilina a Trastevere, punteggiano le vie consolari andando in soccorso alla fame improvvisa dei nottambuli. Se a Roma Nord ogni buongustaio indicherebbe nel Cornetto Imperiale di Viale Pinturicchio (zona Flaminio) il cornettaro più buono, a Roma Est la musica cambia e le chiacchiere dei cittadini raccontano che il più gustoso punto di ritrovo per godersi le delizie prima del sorgere del sole è la Cornetteria Cinque Stelle a Via di Tor Vergata 424, in zona Anagnina: in entrambi i casi l'offerta è sterminata, e il bancone una tavolozza di colori che "dipinge" i lieviti di tantissimi ingredienti, dai classici alla crema e cioccolato, fino al pistacchio, solo per citarne alcuni. A Prati, poi, c'è Dolce Maniera, in Via Barletta 27, un paradiso calorico capace di soddisfare anche i palati più esigenti grazie ai suoi prodotti biologici privi di zucchero e alle specialità per celiaci.

Anche la gastronomia salata, però, ha le sue regine della notte: le pizzette rosse. E anche loro, negli ultimi tempi, hanno scelto il proprio luogo di culto: è il Cornettaro di San Lorenzo in Via dei Piceni 30. I giovani studenti universitari lo hanno reso tappa fissa delle loro serate di movida e spesso si ritrovano in fila dentro (e anche fuori) al locale, intenti a tessere le lodi delle mini pizzette di sfoglia dal tradizionale bordo alto e dal condimento gustosissimo, vendute a prezzi stracciati.

Questi, per ora, sono i "sette re di roma" in fatto di prelibatezze da forno, quei luoghi magici che hanno saputo declinare il gusto fino a diventare leggenda. Per tutte le altre bontà, invece, la sfida è ancora aperta... "Bomba delle sei" compresa.

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