Lunedì, 2 Agosto 2021
Il bar

Tuttologhi, dietrologi, vippologhi: profili e abitudini dei romani al bar

Uno studio sulle 'chiacchiere da bar' conferma il luogo comune che vuole le donne al telefono o intente a parlare d'amore, mentre gli uomini, a sorpresa, preferiscono altri argomenti al calcio.

Andare al bar non è come fare la spesa o comprare un paio di scarpe. Insomma, non si tratta di un luogo di consumo come tutti gli altri. Il bar è un luogo simbolo dell’italianità dove trascorrere dei momenti piacevoli, una pausa dal lavoro, scambiarsi opinioni.
Sì, perché al bar si fa anche conversazione e, a quanto pare, si formano le opinioni degli Italiani. Qualche anno fa fu Sanbittèr, tra gli analcolici più famosi in Italia, a condurre uno studio basato sulle opinioni di 480 barman, gestori di bar, esperti e sull’analisi di conversazioni avvenute sui social network e blog.

Di cosa parlano gli italiani al bar?
Le donne prediligono i temi “vacanze” e “amore”, ma, sostanzialmente, preferiscono stare al telefono o leggere una rivista. E gli uomini? A sorpresa non è il calcio l’argomento più dibattuto. Gli uomini parlano soprattutto di figli (48%), politica (29%), meteo e del futuro del Paese.  In linea di massima, secondo Sanbittèr, al bar puoi incontrare varie tipologie di interlocutori, sono loro i protagonisti delle chiacchiere da bar: i “Dietrologi” che sanno tutto del quartiere; i “Tuttologhi” che hanno sempre la battuta pronta e un’opinione formata su tutto; gli “Scommetologhi”, ormai diffusissimi, che puntano su qualunque gioco e sono una presenza fissa al bar; gli “Affarologhi” che parlano di lavoro; i “Vippologhi” sempre aggiornatissimi su attori, flirt illustri, tronisti etc; infine, i più influenti, gli “Aperitivologhi”. I consumatori dell’orario dell’aperitivo sembrerebbero essere dei veri e propri influencer, coloro cioè che riescono ad incidere sulle opinioni dominanti del nostro Paese.

Ma come scegliamo il nostro bar preferito?
 È questione di prezzo, di prossimità o di qualità? Sono più di 7000 i bar di Roma secondo i dati della Camera di Commercio, e tra loro la competizione è alta.
Secondo un sondaggio tenuto sul sito del famoso Gambero Rosso, il 50% del successo di un bar è dovuto alla qualità dell’espresso e dei lieviti. La colazione, insomma, farebbe da padrona, dal momento che, sempre secondo i dati del prestigioso brand, il 42.7% della popolazione italiana andrebbe al bar per caffè/brioche, il 22.7% per un pranzo veloce, il 25.3 per prendere un aperitivo e il 6.7% per conoscere e incontrare.
Secondo una recente pubblicazione della Federazione Italiana Pubblici esercizi  e Confcommercio, sono 20 milioni ogni giorno i frequentatori di bar in Italia ma non scelgono il loro luogo preferito in base al prezzo (lo farebbe solo il 5% degli intervistati), anche in tempi di crisi economica. L’80% di quei 20milioni di clienti scelgono il bar per vicinanza, comodità e abitudine.

A fare la differenza è anche il momento della giornata: colazione e pranzo sono guidate proprio dal criterio di prossimità e fidelizzazione, solo per la sera, l’aperitivo o il dopo-cena siamo disposti a considerare nuove opzioni. Insomma, non più solo un bar di fiducia, ma diversi a seconda del tipo di servizio che richiediamo.

Tutti i tipi di Bar
Dagli anni 70 il bar, infatti, ha subito un grande cambiamento. Dalla semplice caffetteria/latteria siamo passati negli anni 80 al Lunch Bar, un format che tendeva a soddisfare anche richieste legate al food, per un pranzo veloce o snack e poi gli immancabili Bar-Gelateria e Bar-Pasticceria. Negli anni 90 il bar si trasforma in luogo di intrattenimento fino alle evoluzioni più recenti, in cui il bar ci accompagna fino al dopo cena, con i bar serali e i bar music.
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tuttologhi, dietrologi, vippologhi: profili e abitudini dei romani al bar

RomaToday è in caricamento