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Degrado urbano

LETTORI - Pedonalizzazione lungomare Ostia: un flop anche sociale e ambientale

Lungomare Lutazio Catulo · Ostia

Scrivo per far conoscere la situazione dal punto di vista dei cittadini, che complementa quella che avete descritto nel vostro articolo di oggi. I residenti della zona Quinqueremi - Piazza Sirio hanno vissuto e vivono ancora una complessa situazione di angoscia, che alla fine di agosto è aumentata con la contesa tra gestori e Società affidataria dei chioschi dislocati nei Giardini Storici.

Ora accade che da una parte ci sono questi gestori che pensavano di guadagnare di più dalla tanto declarata "pedonalizzazione", che nella zona di cui si tratta non vi è stata per nulla; e nel tentativo di attirare clienti, che non venivano spontaneamente, hanno installato dei palchetti su cui hanno fatto (e fanno ancora, ma per chi?) musica al altissimo volume fino a tarda notte; i residenti sono stati costretti a sollecitare Polizia e Dirigenti del Municipio per sedare questa musica che ha reso difficile persino parlare in casa e che li ha costretti, loro malgrado, ad uscire obbligatoriamente e passare la serata "per forza" fuori casa.

Alcune sere ci sono stati anche karaoke contemporanei che lungi dal poter essere chiamati musica, palesavano toni dello schiamazzo di gruppo. Fortunatamente alla fine di agosto alcune richieste di tacitare qualche chiosco è stata ascoltata. Ma a parte la musica che ha reso le nostre serate difficili, la cosa più angosciosa e che preoccupa maggiormente i residenti, anche per il futuro, è il degrado dei "giardini storici" prospicenti le abitazioni: verde ce nè più e molto difficilmente sarà riprodotto; nelle piccole porzioni lasciate libere dai chioschi e tavolini si sono alternati giostrai dai dubbi connotati; la zona è maleodorante per i gabinetti chimici installati in fretta e furia, che sono stati utilizzati e che ancora usano solo ubriachi di notte i quali non hanno capacità di sentire il maleodore.

L'estate che nella accezione di tutti connota un momento felice, specie quella serale e notturna, si è rivelata un incubo, difficile da dormire e sgradevole da vedere, al quale ora si aggiunge questa disputa tra società concessionaria e gestori subappaltanti che, anche se non si capisce bene, rende ancora più visibile lo scempio dei famosi giardini storici, che rende davvero preoccupati i residenti per il il futuro delle aree verdi che hanno di fronte; vero è che erano Giardini non ben curati dall'Amministrazione della Città, ma la cura è stata peggio della malattia.

E il bello e ridicolo è che tutto cio è stato fatto in nome sia di "Ostia Mon Amour", titolo davvero avvolgente, che evoca ben altra armonia e cultura, sia della "riqualificazione del territorio": identificare lo scempio attuato sui giardini storici come territorio riqualificato è davvero inqualificabile.

Peraltro questi gestori hanno creduto in qualcosa che non solo non li ha ripagati, e sembrano reagiscano contro chi li avrebbe illusi; e tutto ciò aumenta il disagio dei residenti nel constatare un tale conflitto che pesa sull'ambiente. In ultima analisi flop commerciale, sociale e ambientale. E dire che c'è qualcuno che si vanta della idea e vorrebbe ripeterla.

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Commenti (2)

  • Se pensiamo che con il progetto 'waterfront' di Alemanno di questi giardini poteva non rimanere traccia alcuna, forse così male non è andata. Diciamo che la vera cura sarebbe una scelta ben più radicale: pedonalizzare e rendere ciclabile tutto un lato del lungomare, tutto l'anno, e abbattere il famigerato lungomuro!

    • penso che Francesco C non abiti a ridosso dei Giardini Storici; se vi abitasse e non avesse dormito e se avesse sentito il maleodore per due mesi, senza far ragionare i gestori per abbassare il volume, senza intervento dei vigili, con ubriachi radunati alle 2 di notte per fare fracasso fino alle 5, la penserebbe diversamente e non direbbe "forse così male non è andata"; anche a me piacerebbe andare sul lungomare di giorno su una ciclabile; anche a me non piace il muro e il "waterfront", ma voglio anche dormire di notte; caro Francesco C, ma tu dove abiti?

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