Gigi Proietti e Roma: un amore fatto di film, sonetti, dediche e passione calcistica

Film, spettacoli teatrali, barzellette, sonetti e un cuore giallorosso. Tutto quello che Roma rappresentava per Gigi Proietti

Roma. La sua Roma. Quella in cui è nato il 2 novembre 1940 e se ne è andato il 2 novembre 2020. Ottant'anni di vita, di successi, di cultura in cui Gigi Proietti tante volte ha raccontato la sua città sul palcoscenico, in tv, al cinema, facendo emozionare e sorridere il pubblico.

Gigi Proietti, da "Mandrake" agli amatissimi "Cavalli di Battaglia": la biografia

La Città eterna è stata coprotagonista con Gigi Proietti di film che hanno fatto la storia del cinema: da Meo PataccaFebbre da Cavallo, con la indimenticabile scena del "whisky maschio senza rischio" e le "mandrakate" con Enrico Montesano e Francesco De Rosa.

Il maestro Proietti ha esaltato la cultura a Roma dirigendo prima il Teatro Brancaccio e poi il Silvano Toti Globe Theatre e in diverse occasioni ha parlato della Capitale, con l'ironia e la concretezza che contraddistinguevano la sua comicità.

Dagli sketch sul dialetto romano, in cui Gigi Proietti spiegava con ironia il dono della sintesi che solo i romani hanno, a quando raccontò di quella volta che "quel sindaco voleva togliere S.P.Q.R. e la lupa sostituendoli con il logo RoMe&You", fino all'indimenticabile barzelletta del "Cavaliere Bianco e del Cavaliere Nero" e al brano "Nun me rompe er ca'".

Gigi Proietti tifoso della Roma

Romano e romanista, il cuore di Gigi Proietti era giallorosso. L'attore tifava l'AS Roma e faceva di tutto per non perdere neanche una partita. Quando non poteva essere presente allo stadio si faceva installare uno schermo sul set dove stava girando, se c'erano le prove al teatro le posticipava con un semplice: "Scusatemi, ma c'è la Roma...". Nel 2002 è stato anche nominato Cavaliere della Roma da Franco Sensi. Tra i suoi sogni, quello di vedere la Roma vincere un altro scudetto.

Le dediche a Roma: "Spesso non l'amiamo a sufficienza"

Roma e la romanità sono sempre stati al centro della comicità di Proietti, dal dialetto alle storie, dalla gestualità alla mimica facciale, fino alle dediche d'amore che Gigi Proietti ha più volte fatto alla sua città.

In occasione dei 150 anni di Roma Capitale, il maestro dichiarò: "Sono nato in uno dei luoghi più belli, a via Giulia, ma a Roma 'ndo cojo 'cojo, non c'è che l'imbarazzo della scelta. A Roma - proseguiva Proietti - auguro tutto il bene possibile, direi che tutti noi, i romani, dovremmo mettercela tutta, vorrei che fosse più amata dagli italiani e da noi romani. Spesso non la amiamo a sufficienza".

E, in pieno lockdown, in una delle sue ultime apparizioni prima della morte, aveva dedicato un sonetto a Roma in occasione del suo Natale, il 21 aprile 2020: "Iersera, nun lo so perché (succede) - recitava Gigi Proietti a Rainews24, in diretta video dalla sua casa - m'è venuto da dì Roma è 'na sintesi. E lo dicevo in tutta bonafede, nun lo coprivo entro a ‘na parentesi. 'Roma è bella ar passato e ner presente!', m'è parso ovvio e pure un po' banale. È ‘na bella città sì, veramente ma se te viene in mente Corviale…. Sintesi allora delle zozzerie dei monumenti, de le coruzioni delle sincerità, delle buscie. Certo sì, ce stà er bello e ce stà er brutto. Ma allora Roma è sintesi de che?' A coso… Roma è sintesi de tutto".

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