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"Fa er provola", perché si dice così?

Alla scoperta del dialetto romanesco e dei modi di dire più diffusi

"Fa er provola", l'avrete detto o magari a dirlo a voi sarà stato qualcun altro vedendovi fare un po' troppo il "dongiovanni".

Versione romanesce di "fare il provolone", questo divertente modo di dire è molto diffuso e riferito in particolare agli uomini corteggiatori. Ma cosa hanno a che questi ultimi fare con la provola? Scopriamolo.

Tutti conosciamo la provola o il provolone come dei buonissimi formaggi a pasta filata dolci, piccanti o affumicati che mettono d'accordo grandi e piccini. Il "provolone" per antonomasia, però, nella lingua italiana, è anche l'uomo che corteggia tutte le donne, dunque quel "Macchè stai a fa er provola?", detto alla romana, significa proprio "ma che ce stai a provà?".

Come nasce il modo di dire "Fa er provola"

L'associazione del formaggio con l'uomo corteggiatore deriva dall'etimologia della parola "provola" così come di "provolone". Entrambi i termini derivano, infatti, da "prova" che appunto vuol dire assaggio, da qui probabilmente l'associazione del "provola" a "colui che ci prova" con le donne. 

Il detto, simpatico ed intuitivo, è sicuramente il modo di dire più diffuso a Roma per indicare un uomo particolarmente intento a conquistare una o più donne. 

Perché si dice: "Nun c'è trippa pe gatti"

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