Scuola, buona la prima: "A Roma ha aperto il 90% delle scuole". Ma non sono mancati disagi

La maggior parte degli istituti romani e del Lazio è riuscita ad aprire. Qualche problema ancora con i banchi monoposto. Rusconi: "Mancano gli insegnanti"

Studenti in un aula ricavata dalla chiesa dell'Istituto ''La Salle Aventino Pio IX'' (foto Ansa)

Ingressi scaglionati, mascherine, dispenser con il gel igienizzante, percorsi obbligati all'interno degli istituti. La scuola riparte anche per gli studenti del Lazio dopo sei mesi di stop tra quarantena e periodo estivo. Con alle spalle settimane di polemiche per le difficoltà generali nella riorganizzazione degli spazi, da sistemare in funzione del distanziamento sociale, la campanella è finalmente suonata. 

"Il 70% degli istituti del Lazio ha aperto, il 90% a Roma" fa sapere la Regione Lazio. Quel 10% rimanente fa però i conti con un numero di aule insufficiente a soddisfare il fabbisogno. Su un totale di circa 720mila studenti, urge trovare una classe ancora per più di 16mila. E all'appello non sono mancati infatti istituti che hanno posticipato la riapertura tra il 16 e il 24 settembre. L'istituto comprensivo Largo Oriani, o l'istituto Fabiola, per citare qualche esempio, entrambi nel municipio XII. Qualche giorno di tempo in più servirà per completare lavori strutturali necessari a ricavare nuovi spazi e terminare le operazioni di sanificazione. 

"Alunni senza mascherine"

Anche nelle scuole che hanno aperto, la maggioranza, qualche disagio inevitabilmente c'è stato. Qualcuno ha fatto lezione sui banchi classici, senza distanziamento quindi con la mascherina obbligatoria anche a lezione, perché i monoposto non sono ancora arrivati, altri sono rimasti seduti sulle sedie senza banco. Chi è entrato a orari diversi, chi da diversi ingressi. "All'istituto comprensivo Pincherle, a Ostiense, mancano le mascherine - denuncia il Codacons in mattinata - tocca alle famiglie portarsele da casa. Ancora non ci sono i banchi monoposto". Mentre alla primaria Artom di Monteverde i genitori hanno protestato contro il rischio assembramenti nelle classi, proprio qui infatti verranno trasferiti un'ottantina di alunni dalla vicina Girolami. 

Il flash mob degli studenti 

Altra protesta è stata inscenata dagli stessi studenti questa mattina con vari flash mob in diversi istituti del Lazio. "È arrivato il momento di ripensare la scuola - ha spiegato Dario Rapiti, coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Lazio - didattica in presenza, trasporti sicuri, sportelli di supporto psicologico ma soprattutto chiediamo che studenti e studentesse siano coinvolti nei processi decisionali a tutti i livelli, dal consiglio di classe e d'istituto alle discussioni in ministero. Nelle prossime settimane continuerà la mobilitazione, nelle scuole e nelle piazze per rimettere al centro dell'attenzione la scuola e gli studenti". 

Presidi: "Resta problema insegnanti"

"Momento sempre emozionante il primo giorno di scuola - ha commentato questa mattina la sindaca Virginia Raggi - che quest'anno segna il ritorno alla normalità per i nostri ragazzi dopo mesi di lockdown, in sicurezza e con senso di responsabilità". Normalità sì ma ancora a fatica. A sottolineare un altro problema della riapertura Mario Rusconi, presidente dell'associazione presidi Roma e Lazio, intervistato dall'Agi: "Tutto sta andando abbastanza bene ma a scartamento ridotto perché non ci sono ancora tutti gli insegnanti che noi speriamo siano nominati dagli uffici scolastici regionali nelle prossime settimane". 

La protesta degli ex Aec

Tra le proteste della mattinata anche quella degli ex Aec, oggi Oepa, operatori educativo culturali per l'autonomia. Sono diversi i ragazzi affetti da disabilità che in questo primo giorno di scuola non hanno potuto contare sul servizio di sostegno. Gli operatori erano riuniti in protesta sotto l'assessorato al Sociale di viale Manzoni. Una lunga lista di problemi irrisolti alla base della mobilitazione che ha spinto i lavoratori a fermarsi: dalla fornitura di mascherine "mai pervenuta", all'assenza totale di formazione, all'impossibilità di sostituire gli operatori malati per ragioni di sicurezza legate alle norme anti contagio, alla richiesta di internalizzazione indirizzata, da anni, al Campidoglio. 

Sul caso denunciato dal Codacons delle mascherine mancanti al Pincherle, nel pomeriggio è arrivata la smentita in del Commissario straordinario all'emergenza covid. "La struttura Commissariale ha fatto recapitare fino ad oggi al Pincherle oltre 15.000 mascherine", dotazione che "basterà almeno per i prossimi 11 giorni". Riguardo invece alla fornitura di banchi si ammettono le responsabilità. "Quelli richiesti dall'Istituto Pincherle sono 150 e arriveranno nei prossimi giorni e comunque entro fine settembre, come previsto nel calendario di consegne per la Regione Lazio".

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