Scuola, la lettera appello per la ripartenza: "Didattica sia in presenza e i più fragili non restino indietro"

Lo scritto diffuso nel primo giorno di scuola dai presidenti dei Consigli di istituto dei licei Albertelli, Farnesina, Kennedy, Morgagni e Montale

Banchi singoli in un liceo di Roma (foto Ansa)

Didattica il più possibile in presenza, un'attenzione particolare agli studenti più fragili, computer a disposizione per le famiglie che hanno difficoltà economiche. Nel giorno della ripartenza della scuola, tra le mille difficoltà di rivedere spazi e ritmi in funzione delle normative anti Coronavirus, i presidenti dei Consiglio di istituto (Cdi) di cinque licei di Roma, Albertelli, Farnesina, Kennedy, Morgagni e Montale, diffondono una lettera-appello. Un augurio di buon inizio ma anche un monito importante. 

Flash mob degli studenti

"Siamo alla vigilia dell'inizio di un anno scolastico unico nel suo genere, di cui leggeremo fra qualche anno. Il tempo delle polemiche, delle urla, delle contestazioni è terminato - si legge nel testo - da domani inizia la fase 2.0; inizia il tempo della collaborazione, della sorveglianza vigile, della critica costruttiva". Poi i punti chiave: "Il nostro auspicio su cui vigileremo insieme si basa su alcuni temi: la didattica si svolga il più possibile negli edifici scolastici, in piena sicurezza, il ricorso alla Didattica a distanza si limiti a casi di effettiva necessità, pur riconoscendo la validità didattica della DAD, Un'attenzione mirata agli studenti fragili, perché a ognuno sia offerta la medesima possibilità". 

E ancora "un occhio delicato che non perda di vista le difficoltà sociali ed economiche di alcuni, affinché tutte le scuole mettano a disposizione di coloro che non hanno possibilità economiche dei computer in comodato d'uso". E "un monitoraggio continuo sugli aspetti logistici che coinvolgono la scuola come edificio e come luogo da raggiungere"

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"Noi facciamo il tifo per la scuola - conclude la lettera appello - se la famiglia è la prima agenzia educativa, la scuola è certamente la seconda. La scuola, la cultura, l'educazione ci aiuteranno a costruire un futuro meno incline alla violenza, all'intolleranza, all'isolamento, più aperto alla consapevolezza, al rispetto, al dialogo, al confronto. L’istruzione rende liberi".

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