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Scuola / Salario / Via Novara, 20

La guerra delle aule continua. La preside del Carducci: "Servono a noi, gli iscritti aumentano"

Tiziana Colarusso, dirigente scolastica dell'Istituto di istruzione superiore Carducci, in via Asmara, spiega perché la sua scuola ha bisogno delle aule di via Novara, assegnate all'Avogadro

“In due anni il numero degli iscritti è aumentato del 50%. Questa crescita continuerà, per questo abbiamo bisogno di quelle aule. Per garantire accoglienza a tutti gli studenti che ci sceglieranno”. Tiziana Colarusso, presidente dell’Istituto di istruzione superiore Carducci, motiva così la volontà di riappropriarsi delle aule di via Novara 20. Spazi che lo scorso gennaio la Città metropolitana ha assegnato in via definitiva al liceo Avogadro, che le ha sempre utilizzate negli ultimi anni per far fronte all’alto numero di iscritti e scongiurare il rischio esuberi. Ma il Carducci non ci sta, e dopo varie iniziative, tra cui un sit-in sotto la sede della Città metropolitana, ha fatto ricorso al Tar contro l’assegnazione. 

Perché il Carducci è contrario

“Gli spazi di via Novara – sottolinea Colarusso – hanno fatto parte a lungo del Carducci. Negli ultimi anni li abbiamo concessi in prestito volentieri, perché non ne avevamo bisogno. Ma ora che gli iscritti stanno crescendo così tanto è importante far tornare quelle aule nelle nostre disponibilità. Già il prossimo anno saremo costretti a convertire in aule dei laboratori, per ospitare gli oltre 700 alunni iscritti. Non abbiamo altri spazi e non vogliamo correre il rischio di non riuscire ad accogliere tutti, dopo l’importante lavoro che la nostra scuola ha fatto sull’orientamento, che ha permesso di far salire così tanto il numero degli studenti e delle studentesse che ci hanno scelto”. 

L’incontro con la Città metropolitana

La Città metropolitana, dopo aver ricevuto alcuni rappresentanti della scuola a seguito del presidio di fine febbraio, il 6 marzo ha organizzato un tavolo di confronto con la dirigente scolastica del Carducci, Colarusso e l’Ufficio scolastico regionale: “Abbiamo proposto – spiega Daniele Parrucci, consigliere delegato all’edilizia scolastica della Città metropolitana – anche ulteriori interventi per 400mila euro, al fine di ricavare nuovi spazi, andando a riqualificare l’alloggio dell’ex custode, un laboratorio attualmente non utilizzato e rendendo fruibile un’aula nella sede centrale di Via Asmara. Abbiamo inoltre chiesto al municipio II di assegnarci un vecchio manufatto adiacente l’area esterna di Villa Paganini per poterlo ristrutturare e rimetterlo in sicurezza, al fine di realizzare nuovi spazi come aule e laboratori, da destinare al Liceo Carducci. Nel tavolo abbiamo discusso inoltre insieme all’Ufficio scolastico regionale e al municipio circa la possibilità nel medio periodo, nel caso in cui il trend di crescita dell’istituto dovesse essere confermato, di ricercare nuovi spazi per l'anno scolastico 2025/26”. Per la dirigente del Carducci, però, si tratta di soluzioni non adeguate: “Stiamo già utilizzando – spiega – gli spazi di Villa Paganini al massimo di quanto è possibile. Non tutte le aree sono adatte ad accogliere delle classi, quello stabile non è nato con questo obiettivo. La proposta che ci è arrivata non è sufficiente, considerando le prospettive di crescita della scuola”. Bisognerà ora attendere il pronunciamento del Tar per capire, dunque, a chi andranno quelle aule contese. Ma di una cosa Colarusso è certa: “Il Carducci è in crescita e questa crescita va supportata, individuando delle soluzioni adeguate”. 

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