Sanità, sit-in di protesta all'ospedale San Camillo: "In aumento le aggressioni al personale sanitario"

La manifestazione è stata organizzata da Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche

Foto Agenzia Dire

Sit-in di protesta questa mattina davanti all'ospedale San Camillo di Roma. "Abbiamo deciso di protestare", spiega Stefano Barone, segretario provinciale di Roma del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche "perché il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario è in netto aumento. Non possiamo permettere che ci sia questo clima di terrore all'interno degli ospedali, soprattutto nei confronti dei colleghi che operano nei Pronto soccorso, dentro i reparti, negli ambulatori, sulle ambulanze", ha spiegato. 

Ai cancelli sono state appese le bandiere con il logo del sindacato ed esposto uno striscione con la scritta: 'Peggio della violenza c'e' solo l'indifferenza'. Spiega ancora Barone: "Quello che non possiamo più accettare è sopratutto l'immobilismo delle istituzioni, in questo caso delle aziende e della Regione Lazio, che si limitano solo a dare una solidarietà postuma agli eventi. L'Inail ci dice che sono circa 1.200 le aggressioni all'interno degli ospedali e delle ambulanze, ma noi possiamo testimoniare che sono decisamente di più. È un dato non veritiero il loro, per il semplice fatto che tanti colleghi non denunciano le aggressioni che subiscono, soprattutto quelle verbali, che sono anche più umilianti di quelle fisiche".

Al sit-in ha preso parte anche una delegazione della Lega, con la consigliera regionale del Lazio Laura Corrotti: "Sono qui davanti all'ospedale San Camillo per manifestare insieme al sindacato. Non è possibile che medici, che fanno il proprio dovere, debbano lavorare con la paura di essere aggrediti proprio dalle persone che arrivano per essere curate o visitate o dai loro parenti. È una situazione" ha continuato la consigliera "che purtroppo deriva anche da una esasperazione dovuta alle lunghe attese nei Pronto soccorso, demerito della Regione". 

Corrotti il 17 settembre ha depositato un'interrogazione al presidente della Giunta regionale, Nicola Zingaretti, e all'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, per fare in modo che "vengano stanziati dei fondi per inserire, nelle strutture ospedaliere, un gabiotto di sicurezza, come c'era un tempo, così da prevenire nuove situazioni di paura".

Fabrizio Santori, ex consigliere regionale del Lazio, oggi dirigente regionale della Lega, ha aggiunto: "Noi siamo qui per dire con forza a Zingaretti di occuparsi della sanità. È purtroppo un presidente fantasma, non c'è, gira per tutta l'Italia, dimenticando che lui di fatto è stato eletto dai cittadini del Lazio per occuparsi in particolar modo della sanità regionale". 

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