Ospedale San Pietro, 600 mamme dirottate verso altri punti nascita

Nella struttura oltre 4000 nascite l'anno. Da qui a dicembre saranno almeno 600 i parti in programma

Fine novembre per il ritorno alla normalità, il tutto in attesa di una road map precisa. Nel frattempo però all'ospedale Villa San Pietro, dove sabato all'alba si è sviluppato un principio di incendio che ha portato all'evacuazione di 400 persone, si lavora per alleviare i disagi di pazienti attuali e futuri. Già, perché l'ospedale della Cassia rappresenta un punto di riferimento soprattutto per le future mamme. Uno degli ospedali più gettonati per dare alla luce i nuovi nati. Così, risolto il problema urgenza dell'allocazione dei pazienti, ora diventa centrale trovare un'alternativa per le gestanti. 

Giovanni Vrenna direttore degli Affari generali dell'ospedale Villa San Pietro ha fatto il punto con l'AdnKronos Salute:  "Ho appena terminato di parlare con il responsabile del reparto di Ginecologia e ostetricia, per far sì che tutte le future mamme vengano ricontattate per organizzare il loro parto. Se si pensa che nella nostra struttura avvengono oltre 4.000 nascite l'anno, da qui a dicembre saranno almeno 600 i parti in programma". 

"Laddove siano disponibili i numeri telefonici - precisa Vrenna - farò contattare dai ginecologi le coppie per tutte le informazioni necessarie sui punti nascita alternativi a cui rivolgersi. Di sicuro  l'Ostetricia non potrà riaprire fra una settimana, riaprirà pian piano, ma non certo immediatamente. Sto anche rispondendo a tutte le  mail ricevute, ma invito chi non ha lasciato il proprio contatto telefonico a farlo. Nella fase della contingenza abbiamo dirottato noi alcune pazienti, a seconda delle disponibilità delle strutture: qualcuna è andata al Policlinico Umberto I, altre al Cristo Re, altre al Gemelli. Ma da ieri in poi, chi aveva necessità si è recato direttamente in altri ospedali di fiducia".

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Quanto ai timori dei sindacati sui tempi di riapertura e sulla garanzia dei livelli occupazionali e salariali, "avremo un incontro proprio oggi alle 15. Nessuno ha mai parlato di questi rischi - sottolinea Vrenna - e mi sembra anche una polemica inopportuna in questo momento. L'incendio c'è stato sabato mattina, il primo giorno  utile per incontrarli era oggi e lo faremo. Sinceramente il problema prioritario da risolvere è stato quello dei pazienti".
 

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