Sanità, Zingaretti dichiara guerra alle liste d'attesa: piano operativo dal 1 gennaio

Tra i provvedimenti presentati: tempi certi per le prestazioni, coinvolgimento dei privati nel Recup e macchinari diagnostici sfruttati a pieno regime

“Abbiamo dichiarato guerra alle liste d'attesa”. Il presidente regionale Nicola Zingaretti ha presentato oggi il piano che “dal 1 gennaio 2014 porterà a una netta e drastica riduzione” dei tempi di accesso alle visite. “E' la prima volta che la Regione presenta un piano di questa complessità". Tra i provvedimenti contenuti, tempi certi per le prestazioni, drastico coinvolgimento dei privati nel sistema Recup e macchinari diagnostici sfruttati a pieno regime.

Ecco il cronoprogramma di attuazione che renderà il piano operativo entro il primo gennaio 2014: entro il 30 settembre dovrà essere approvato in giunta, entro il 30 novembre si dovrà dare il via libera al regolamento di attuazione che entro la fine dell'anno dovrà essere assunto anche dalle diverse strutture regionali.

Alle prescrizioni sanitarie verrà dato un codice di priorità: non più di 72 ore per una prestazione 'urgente', dieci giorni per l'attesa 'breve', 30 giorni per le visite 'differibili' e 60 per gli accertamenti. Ci sono infine le "P", "Programmate". Ai fini della verifica del rispetto dei tempi d'attesa, si prendono in considerazione le "prime visite", cioé il primo contatto del paziente con il sistema in relazione al problema di salute posto. Il codice di priorità sarà assegnato dal medico che prescrive la visita e saranno previsti monitoraggi e controlli per verificare sia l l'idoneità della cura, sia quella dell'urgenza.

L'attenzione verrà concentrata su alcuni tipi particolari di prestazione sanitaria che soffrono particolarmente dei lunghi tempi di attesa. In totale 14 visite specialistiche (tra cui la cardiologica, l'oncologica, la neurologica e la ginecologica) e 29 esami di diagnostica strumentale, come la risonanza magnetica, le tac, le ecografie, gli ecocolordoppler. Inoltre sono compresi esami specialistici come gli elettrocardiogrammi.

Per fare in modo che le strutture sanitarie rispettino quanto predisposto dal piano, verranno inserite delle valutazioni dei nuovi direttori generali: "E chi non li rispetterà per motivi macroscopici sarà sostituito". Cambio di programma anche sull'utilizzo delle apparecchiature mediche “costosissime”:  dovranno essere invece in attività 12 ore al giorno dal lunedì al sabato, e il personale per farle funzionare sarà compreso nella discussione col governo sullo sblocco del turn over. "Oggi l'assenza del personale comporta che importanti apparecchiature siano operative solo poche ore al giorno. Uno degli obiettivi col governo è appunto lo sblocco del turn over".

Nel piano non poteva mancare una ristrutturazione del servizio Recup dove oltre alle strutture pubbliche entreranno anche quelle accreditate. Entrambe le categorie dovranno mettere a disposizione del Recup il 60 per cento delle loro agende, lasciando al 40 per cento la gestione diretta. Alle liste dei privati accreditati si accederà una volta esauriti i posti presso le strutture pubbliche.

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Il governatore si è poi soffermato sulla disparità tra il servizi offerti dalle strutture pubbliche e quelli delle private. Su circa 27 milioni di prestazioni annue, si rilevano delle sostanziali disparità. Le strutture pubbliche erogano il 51,7 delle prestazioni (40,9 per cento tramite Recup), i privati il 48,3 per cento, ma sono completamente fuori dal Recup. "Questo è un tema importante, un elemento di giustizia. Sarà invece una proporzione di 60-40 per tutti. Già questo contribuirà alla percepibilità dell'abbassamento delle liste d'attesa. Attualmente le percentuali sono ridicole e questo comporta a volte un non rispetto pieno della legge".

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