Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Piazza Grande, Zingaretti contestato dagli animalisti: "Ha smantellato anni di tutela dei parchi e della fauna"

Gli Animalisti Italiani chiariscono le ragioni del blitz a Piazza Grande. Anche i Verdi elencano i passi indietro dell'amministrazione regionale

E' durata una decina di minuti la contestazione che domenica 14 ottobre un gruppo di "Animalisti Italiani" ha inscenato a Piazza Grande. Gli uomini della sicurezza sono intervenuti prontamente. Hanno impiegato poco a sottrarre i cartelli agli attivisti ed a spingerli lontani dal palco. 

Il blitz e le reazioni 

L'irruzione si è conclusa tra gli insulti degli iscritti PD e le parole del presidente Zingaretti che invitava gli ecologisti, nel frattempo allontanati dal palco, ad "andare da qualche psichiatra, anche molto bravo". Finito il siparietto, negli spazi dell'ex Dogana è ripresa la Leopolda voluta dal governatore del Lazio. Ma perchè è partita la contestazione?

Le ragioni della contestazione

Le questioni sono state elencate da Walter Caporale, presidente di Animalisti Italiani onlus. "Nicola Zingaretti  - spiega -  Con un solo colpo,  un Emendamento alla legge n. 55/18 'Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale', ha aperto la caccia di selezione nelle aree protette del Lazio, modificando la Legge 29/97; ha concesso la possibilità di costruire edilizia libera nelle aree protette con il principio del silenzio assenso  e di realizzare i Pua (Piani di utilizzazione aziendale) in deroga ai piani di assetto dei Parchi stessi, con conseguenti possibilità di sviluppo agricolo, anche quello più spregiudicato e contro la biodiversità". Queste sono le ragioni della protesta, sfociata domenica durante la leopolda zingarettiana.

"Smantellati anni di tutela dei parchi"

"Questi provvedimenti – prosegue in una nota Walter Caporale – sono in contrasto con la Legge Quadro sulle Aree Protette 394/91, tuttora vigente, a tutela dei parchi. Zingaretti ha smantellato anni di tutela dei parchi e della fauna selvatica. Si candida a rifondare il centrosinistra perseguendo sul piano ambientale le medesime politiche del centrodestra. Addirittura all’interno della Riserva Naturale Tenuta dell’Aquafredda ha consentito colate di cemento per 180.000 metri cubi per compiacere la Chiesa, come ai tempi della Prima Repubblica". 

"La Regione sembra voler tornare indietro"

Ma le critiche non sono arrivate soltanto dal fronte degli Animalisti Italiani. Nell'esprimere solidarietà ai contestatori, sono intervenuti anche alcuni dirigenti dei Verdi. Lo hanno fatto per mettere sul piatto altre questioni che l'amministrazione Zingaretti non sta affrontando. "Che fine ha fatto la promessa elettorale di nominare il Garante Regionale per i Diritti degli Animali-  hanno chiesto Alemanni, Calcerano e Meli. Sono tante in effetti le questioni che i dirigenti dei Verdi hanno sottoposto al presidente Zingaretti. Sono questioni su cui "la Regione Lazio "segna il passo" e "sembra anzi voler tornare indietro".

Il j'accuse dei Verdi

Si va dall'ipotesi di "spossessare il Consiglio regionale di approvare i Piani di Assetto" alle "facilitazioni per interventi edilizi nei parchi".  Torna ad essere contestata anche la difesa ad oltranza dell' autostrada Roma Latina e della bretella che, come ricordano i Verdi, sono "destinate a sventrare le Riserva del litorale". L'elenco è però lungo e si arriva anche a citare il laghetto dell'ex Snia, per il quale si resta in attesa del sospirato vincolo. Insomma la svolta green, rispolverata a parole anche durante la due giorni di Piazza Grande, non sembra poi così vicina. 

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