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"Obbedisco": Zingaretti dice sì alla Regione. Prestipino: "Lunedì via alla mia campagna"

Nel pomeriggio l'annuncio della corsa alla Pisana del presidente della Provincia. Sale Riccardi in Campidoglio, ma senza primarie. Furiosa la Prestipino

Dopo quattro anni passati a sognare di diventare il sindaco di Roma, Nicola Zingaretti è sempre più vicino a correre per la presidenza della Regione Lazio. Il sì ufficiale ancora non c'è (dovrebbe arrivare nel pomeriggio), ma nei fatti è dato da tutti come praticamente certo. Zingaretti infatti, uomo d'apparato del Pd, di cui rappresenta la massima risorsa a livello regionale, difficilmente può dire no alla richiesta ufficiale di Gasbarra che ieri in direzione regionale ha chiesto il mandato a chiedergli la candidatura. Un "no" significherebbe smantellare il progetto a cui lo stesso Gasbarra, per conto di D'Alema, ha lavorato da quando si sono sentiti i primi scricchiolii alla poltrona di Renata Polverini. Il progetto prevede un accordo con l'Udc che passa per il trasloco di Zingaretti in regione e la candidatura di Andrea Riccardi in Campidoglio. Quest'ultima però senza primarie, perché l'attuale ministro alla cooperazione internazionale non le vuole.

LA FRETTA - Le dimissioni della Polverini e l'accelerazione impressa dalla Cancellieri, hanno di fatto reso indispensabile il dispiegamento del progetto. Inizialmente il tentativo era stato quello di sondare Riccardi in Regione. Il suo rifiuto e la mezza apertura per il Campidoglio hanno suggerito il cambio di strategia. Le condizioni del ministro però non si limiterebbero alla sola preferenza per il Campidoglio. Infatti la sua candidatura non passerà per le primarie, fatto questo che ha mandato su tutte le furie Patrizia Prestipino, esponente dell'ala rottamatrice del Pd laziale.

PRESTIPINO - L'assessore provinciale allo sport da luglio ha infatti ufficializzato la candidatura alle primarie di coalizione per la corsa al Campidoglio. Da ieri però la notizia di Riccardi "imposto" dall'alto ha di fatto azzerato l'esigenza delle primarie, almeno per l'apparato del partito. La Prestipino però non ci sta e annuncia a RomaToday: "Da lunedì io sarò in campo. La mia macchina è pronta e devono dirlo apertamente che non vogliono le primarie. Devono dirlo alla gente prima che a me. Oggi più che mai c'è bisogno di primarie e invece nel Lazio si va nella direzione opposta". In realtà lo stesso assessore sempre a RomaToday qualche settimana fa aveva espresso la volontà di candidarsi a sindaco nel caso in cui il partito non avesse voluto le primarie.

GLI EQUILIBRI - Di fatto il progetto che si va materializzando disegna nuovi equilibri nel centrosinistra. La coalizione si allarga al centro. In regione infatti l'appoggio dell'UDC è quasi certo. Già nel 2010 i centristi avrebbero optato per Zingaretti se avesse deciso di candidarsi. L'indecisione e la scesa in campo della Bonino hanno poi di fatto obbligato l'UDC a sostenere la Polverini. In Campidoglio invece le ultime indiscrezioni raccolte danno i centristi indecisi tra un appoggio immediato a Riccardi e l'apparentamento in sede di ballottaggio. Nel secondo caso il nome caldo per il primo turno, uscito anche su numerosi giornali, è quello di Alessandro Onorato.

SEL E IDV - L'accordo con l'Udc fa storcere il naso a Idv e Sel. In realtà qui dovrebbe essere l'intervento di Nicola Zingaretti a mettere a posto le cose. Voci di corridoio raccontano infatti che il presidente della Provincia per il sì ufficiale ha chiesto libertà nel poter scegliere la squadra. Tradotto: la possibilità di poter avere un vice di SEL che salvo sorprese dovrebbe essere Massimiliano Smeriglio, attuale assessore provinciale alle politiche per il lavoro. Una carica questa che metterebbe a tacere i malumori dei vendoliani. E l'Idv invece? Qui il quadro nazionale è decisivo. Il divorzio che si sta lentamente sancendo tra il centrosinistra e il partito di Di Pietro diverrebbe realtà anche in Regione lasciando, da un punto di vista elettorale, lo spazio ad un accordo tra IDV e grillini. Quest'ultima però è una storia ancora tutta da scrivere.
 

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