Rifiuti, Ziantoni scrive ad Ama: "Chiudere Rocca Cencia entro il 2020". Ma non fornisce le alternative 

L'assessora scriva alla municipalizzata e chiede una serie di revisioni alla bozza del piano industriale

Katia Ziantoni, assessore ai Rifiuti

Ama deve cambiare, ancora, il suo piano industriale. E deve chiudere l'impianto Tmb di Rocca Cencia in tre mesi, entro fine anno. A dirlo è la nuova assessora ai Rifiuti Katia Ziantoni. Appena insediata ha subito imposto la linea dura con l'azienda municipalizzata rimproverando i vertici del passo indietro sul fronte della raccolta porta a porta nel quartiere di Colli Aniene. Ora ha messo nero su bianco tutte le correzioni che l'azienda dovrà apportare alla bozza del piano industriale. La seconda bozza, perché la prima è già stata bocciata a luglio dal Campidoglio.

Così com'è non va bene neanche questa. Troppo distante dalle politiche ambientali del M5s. È tutto scritto in una lettera resa nota dall'agenzia di stampa Dire. Tra gli appunti il principale riguarda il Tmb di Ama, da chiudere entro il 2020. Una battaglia storica che Ziantoni non è riuscita a vincere quando era assessore al VI municipio.  

L'azienda nella bozza di piano industriale parla di "un'ipotesi di conversione del Tmb di Rocca Cencia già nel 2021, subordinata all'individuazione di spazi alternativi già esistenti, di capacità equivalente e la trasformazione di un sito di proprietà Ama in un impianto VRD (valorizzazione della raccolta differenziata, ndr) e carta entro il 2024. In questo scenario pertanto si prevede l'acquisizione, l'affitto o la contrattualizzazione in esclusiva di un impianto Tmb entro dicembre 2020 e il revamping del VRD (impianto di valorizzazione della raccolta differenziata, ndr) di Rocca Cencia nel medio periodo (2022)".

Difficile fare tutto questo in nemmeno tre mesi. Ma Ziantoni non sente ragioni, parla di "chiusura del Tmb di Rocca Cencia entro il 2020 e revamping del multimateriale entro il 2021". Non fornisce però alternative fattibili in tempi così stretti. 

Altra questione che vede distanti le parti è il porta a porta. La municipalizzata è alle prese con diverse sanzioni della Asl sulla modalità di raccolta domiciliare (vedi la vicenda di Colli Aniene) e in questi casi intende sostituirla con le cosiddette Isole Ecologiche di Base (postazioni stradali chiuse alle quali si accede tramite card e complete di tutti i tipi di cassonetti, compresi quelli del vetro, potature e vestiti).

"Dal confronto con le performance raggiunte (in termini di percentuale di RD) dalle diverse modalità di raccolta, si evince che si possono ottenere risultati paragonabili o addirittura superiori a quelli ottenuti con il PAP - scrive Ama nel piano - attraverso la realizzazione di postazioni complete con sistemi di chiusura (Isole Ecologiche di Base). Ama intende perseguire entrambe le modalità di raccolta (PAP e Isole Ecologiche di Base) in funzione delle specifiche caratteristiche abitative, territoriali ed urbanistiche, ottimizzando il rapporto qualità/costo e soddisfazione del cliente finale". Ma anche da questo orecchio Ziantoni non vuole sentire. 

"L'analisi sul sistema di raccolta porta a porta e stradale viene fatta esclusivamente sulla base di logiche economiche, senza considerare la sostenibilità ambientale del modello domiciliare in termini di migliore qualità merceologica dei materiali conferiti, di responsabilizzazione dell'utente, di miglioramento del decoro e dell'immagine della città, legati anche al fenomeno della migrazione dei rifiuti, tipico del modello di raccolta stradale" scrive Ziantoni. "Un elemento che non scompare nemmeno con i cosiddetti 'cassonetti intelligenti', soprattutto a Roma, dove la mappatura delle utenze risulta spesso disallineata e il numero di persone provenienti dalla Provincia e dalla Regione contribuisce ad un aumento di produzione del rifiuto, pur non essendo residente nella Capitale".

Per l'assessora la municipalizzata sta guardando a un modello antitetico a quello dell'economia circolare: "In tale senso, tutte le premesse orienterebbero le scelte dell'azienda verso un sistema prettamente stradale guardando a realtà, come quella di Ferrara, basata su un sistema impiantistico fatto di inceneritori e discariche. L'obiettivo dell'economia circolare e della valorizzazione della raccolta differenziata viene sostituito, nei fatti, da un modello di economia cd 'lineare'. La dicitura "al netto delle prescrizioni della ASL', alla luce delle recenti vicende, appare del tutto strumentale se, anzichè programmare l'adeguamento dei sistemi PAP a fronte di un'analisi puntuale e di una concertazione con i tritoni, questa diviene lo strumento per tornare arbitrariamente e indistintamente alla raccolta stradale"

Pertanto "sarebbe opportuno - si legge ancora - che Ama si impegnasse, sul piano industriale, al mantenimento dell'attuale numero di utenze servite con PAP, adeguando i modelli di raccolta attraverso la consegna e/o dotazione di mastelli con RFID, in linea con quanto già fatto nei municipi VI e X, visti anche gli ingenti investimenti di cui Ama non può non tenere conto. Ama dovrà anche chiarire se la gara aggiudicata per l'acquisto di mastelli RFID copre l'attuale numero di utenze servite con PAP o se consente l'estensione della raccolta domiciliare, come indicato nella delibera 47/2017. L'inserimento di tale clausola e i chiarimenti sulle forniture rappresentano la necessaria sintesi tra la delibera 47/2017 e gli obiettivi del nuovo piano industriale, nel rispetto degli indirizzi dati da Roma Capitale". 

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(Fonte Agenzia Dire)

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