Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Voragini e cavità, Gatta: "Presto una cabina di regia". Primo intervento a Villa de Sanctis

Per la stabilizzazione del sottosuolo nell'area del V municipio un milione e 800mila euro a bilancio

La carta della cavità sotterranee

Un milione e 800mila euro per intervenire sulle cavità sotterranee di villa De Sanctis. E' la cifra stanziata nel bilancio previsionale di dicembre, con la promessa - parola del Campidoglio - di lavorare nel più breve tempo possibile su rischi e pericoli che incombono sull'area. "E' la priorità nella lista di interventi previsti" assicura a RomaToday l'assessore ai Lavori Pubblici Margherita Gatta. "I soldi ci sono già, il progetto partirà a breve e cercheremo di ridurre al minimo l'attesa per il bando". Poi, è la speranza, l'avvio dell'attesissimo cantiere. 

Di messa in sicurezza del quadrante, cuore di Roma est, si parla da anni. Le indagini con il geoscanner della Protezione civile, le relazioni di Roma Sotterranea, i tavoli dipartimentali, e quel parere del geologo Theo Uber, oggi in pensione, che allertava: "Il quadro attuale potrebbe ingenerare situazioni di pericolo". Era il 2015 e i residenti facevano già i conti con la chiusura dell'area giochi (ancora interdetta) per un crollo sotterraneo. Con il timore continuo a tutt'oggi di veder sprofondare l'asfalto. Che il perimetro di villa De Sanctis poggi sul vuoto non è una novità. Oltre 500mila metri quadrati di cave ipogee si estendono a formare un gigantesco labirinto sotterraneo compreso tra via Teano, via Casilina e via Romolo Balzani. 

Così, dopo anni di interventi progettati e mai attuati, di bracci di ferro tra municipio e Comune, di fondi stanziati e poi stornati altrove nell'accumularsi di emergenze di ogni genere in città, anche il Movimento Cinque Stelle fa la sua promessa. E' l'assessore Gatta, grillina della prima ora, a metterci la faccia nella commissione congiunta Urbanistica e Lavori Pubblici di oggi. La voce in bilancio esiste, il progetto invece è ancora da realizzare. Dal Simu però assicurano tempi rapidi. "La mappatura delle cavità esiste già, andrà rifinita ma il bando dovrebbe partire prima dell'estate" ci spiega l'ingegner Fabio Rocchi del dipartimento. 

E a villa de Sanctis, un'urgenza reale, segue una lunga lista di zone critiche dal punto di vista idrogeologico che necessiterebbero di lavori di consolidamenti preventivi. Interi quartieri edificati sopra reti di gallerie sconosciute e mai bonificate, parte integrante dello stesso assetto morfolofico della città: colli tufacei separati dalle valli alluvionali dei corsi d'acqua. Particolarmente colpita l'area sud est, dal Prenestino-Labicano all'Appio Latino, con ben note conseguenze: voragini in superficie che oltre ai pericoli per l'incolumità dei cittadini creano non pochi disagi in termini di cantieri eterni che bloccano il traffico. 

"Da noi accade con cadenza quasi quotidiana" fa presente in commissione la presidente del VII municipio Monica Lozzi. "E per far partire un appalto e arrivare alla fine dei lavori ci vogliono anni". Vedi via Nocera Umbra: tre anni per riaprire la via a mezzi privati e pubblici. A farle eco il titolare ai Lavori Pubblici Giacomo Giujusa del municipio XI: "Da noi piana del Sole sta nelle stesse condizioni". E ancora l'assessore Paola Perfetti del V: "La nostra è tra le aree più a rischio". Lamenti e allerte che arrivano dai territori, soprattutto per quanto riguarda le modalità di intervento e programmazione. La minisindaca Lozzi centra bene il problema: "Dispiace constatare come da anni si proceda solo rispondendo alle emergenze". Fondi per la messa in sicurezza quando non se ne può fare a meno. E con una serie di punti di riferimento sovrapposti con diverse competenze. Ci sono il Simu, il dipartimento Urbanistica e la Protezione Civile, non sempre dialoganti, e la solita giungla burocratica della macchina capitolina. 

L'idea? Una cabina di regia. "Stiamo lavorando a un ufficio di scopo" spiega l'assessore Gatta. "I rischi per la popolazione sono altissimi e nessuno ha mai fatto niente. Lo trovo orribile. La prima cosa che faremo è un ufficio unico e dedicato al tema, con nuovo personale in numero sufficiente". Già, il personale. A far notare la necessità di integrare la squadra di geologi capitolini è il consigliere di Fratelli d'Italia Francesco Figliomeni. "Apprendo con piacere l'impegno preso dal Movimento Cinque Stelle, ma oltre le parole bisogna passare ai fatti. Di tavoli interistituzionali si parla da anni ma non si possono fare le nozze coi fichi secchi. Una delibera commissariale prevedeva l'assunzione di tre geologi e la stesso dipartimento Ambiente ha fatto richiesta. Nel Dup 2018-2020 (Documento unico di programmazione) non ce n'è traccia".

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