Sabato, 13 Luglio 2024
Politica Portuense / Via Giannetto Valli

Portuense sprofonda: perdite idriche e terreni di riporto all'origine delle voragini

Trovata una cavità di 250 metri cubi sotto il terreno. Ma per chiudere la voragine occorre prima scoprire le cause dell'infiltrazione d'acqua nel sottosuolo

Una strada con due voragini. Una più datata, l’altra, più recente, formatasi per ben due volte nel giro di sessanta giorni. E’ una sorta di primato negativo quello che si registra in via Giannetto Valli. Colpa del terreno e, nel caso dell’ultimo cedimento, anche di una “misteriosa” perdita idrica.

Le caratteristiche geologiche di Portuense

Le voragini di via Giannetto Valli sono state al centro di una recente commissione lavori pubblici.  “Quelle di Portuense, rispetto alle voragini di Roma est, presentano delle caratteristiche del tutto diverse” ha spiegato il responsabile dell’ufficio dissesto idrogeologico del comune. “A Roma est abbiamo terreni rocciosi, vulcanici, tufacei. In via Giannetto Valli abbiamo invece dei terreni di riporto che vanno dai 2 ai 7 metri di profondità, poi delle argille ed un sistema caveale dovuto alla ghiaia che era stata coltivata”. Queste argille, è stato spiegato, “si vanno indebolendo a causa dell’acqua che circola nel terreno di riporto”. E da dove arriva quest’acqua? L’aspetto è centrale.

Le perdite idriche che allentano il terreno

Acea ha escluso che l’origine della perdita idrica sia imputabile alle proprie condotte idriche o fognarie. “Abbiamo fatto le indagini di competenza e verificato che non c’erano perdite nella rete limitrofa di via Valli né sulla rete gestita della fognatura – ha premesso l’ingegner Marco Salis, della direzione operazioni di distribuzione idrica –  La rete di drenaggio primario però non è di competenza del gestore”. Perché è quella l’altra ipotesi al vaglio: un problema nel sistema di smaltimento delle acque meteoriche, legato quindi alle caditoie. In un periodo caratterizzato dalle piogge intense, il malfunzionamento potrebbe esser stato decisivo.

Dossier - Frane voragini allagamenti: le zone a rischio idrogeologico di Roma

Cosa fare per chiudere la cavità

“Abbiamo trovato una cavità di 250 metri cubi sotto il livello delle argille – ha spiegato il geologo dell'ufficio idrogeologico – non sappiamo ancora se ve ne siano delle altre. Quindi, oltre a studiare la possibilità di effettuare delle perforazioni inclinate, adesso dobbiamo andare a riempire la cavità e poi compattare il materiale che è collassato” quello del primo cedimento, di maggio, e quello del secondo. “Ma è necessario effettuare un adeguato controllo delle perdite idriche, per capire se vengono dai sottoservizi o dalle caditoie”. Acea si è dichiarata disponibile a fare ulteriori verifiche, ma insieme al dipartimento capitolino CSIMU a cui è preposta la gestione di tombini e caditoie. 

L'altra voragine di via Giannetto Valli

Per quanto invece riguarda l’altra voragine, quella formatasi anni fa nella zona “nord” di via Giannetto Valli, ci sono buone notizie. Erano state già annunciate dal presidente municipale Gianluca Lanzi e sono state confermate nel corso della commissione capitolina. “Il progetto sui lavori da eseguire  è stato approvato e consegnato lo scorso 30 giugno alla regione. L’operazione è finanziata dal commissario per il dissesto idrogeologico e ha un costo che è supera i 4 milioni di euro. Sarà la regione ad eseguire l’intervento atteso anche perché, quella voragine, ha comportato la prolungata chiusura ha trasformato via Giannetto Valli in un vicolo cieco.
 

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