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Ansa Massimo Percossi

Ansa Massimo Percossi

Stadio, Raggi: "Attaccata perché donna. Lanzalone? In Campidoglio con Fraccaro e Bonafede"

La sindaca a Porta a Porta dopo il forfait di Di Maio

"Io non c'entro niente". Vittima di un attacco "perché sono donna, o perché sono del M5S e perché sono scomoda". Affronta anche il nodo principale: a presentarle Luca Lanzalone furono gli attuali ministri del governo penta-leghista "Fraccaro e Bonafede, all'epoca responsabili degli Enti locali che supportavano i Comuni". La sindaca Virginia Raggi, invitata al salotto di Porta a Porta, si difende e cerca di aprire un varco, una distanza, tra il terremoto giudiziario che ha toccato anche il suo movimento e la sua amministrazione. Avrebbe dovuto esserci il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ma lui ha preferito dare forfait all'ultimo momento. La polemica in merito alla affermazioni da lui rilasciate solo poche ore prima, "abbiamo premiato Lanzalone con Acea per il lavoro fatto", non si è ancora placata. Anche se poi si è difeso: "Un grande equivoco"

"Non è il sistema Raggi"

Ieri sera, così, la parola a Virginia Raggi, che si è scagliata contro i giornalisti: "È vergognoso ed oltraggioso parlare di sistema Raggi perchè la Procura ha detto chiaramente che io non c'entro niente. Sono arrestati anche altri esponenti politici come Civita che stava con Zingaretti e Palozzi eppure si parla di sistema Raggi. Sarà perché sono donna, o perché sono del M5s o perché sono scomoda. Ma questa cosa deve finire Non sono lo sfogatoio d'Italia" le sue parole. 

Curriculum e merito. Raggi ha ribadito il mantra del metodo di selezione che, ricorda, "può comunque portare a dei problemi". Ha spiegato: "Ci basiamo sui curricula e sulle capacità delle persone. È il metodo migliore ma che comunque può portare a dei problemi come in tutte le città e le amministrazioni, ricordo che Marra era un ex finanziere". E così Lanzalone "è un professionista importante". La sintesi: "Io non rispondo per altri". 

Lanzalone all'Acea

Lo stesso iter seguito per la nomina della presidenza di Acea: "Nel curriculum di Lanzalone c'era una parte relativa allo svolgimento di incarichi nelle multiutility" spiega. "Tra l'altro la nuova governance è stata salutata bene dagli investitori e ha avuto un'ottima riuscita dal punto di vista finanziario e gestionale, e ha fatto lavori mai fatti prima. La prima cosa che la nuova governance ha fatto è stato controllare e riparare piu di 5mila chilometri di reti". 

Lanzalone presentato da Fraccaro e Bonafede

Ma come ci è arrivato l'avvocato Lanzalone in Campidoglio? Raggi ha spiegato anche questo: "Lanzalone è stato chiamato la prima volta per alcuni chiarimenti legati alla procedura di concordato preventivo perchè avevamo a Roma alcune municipalizzate con dei problemi. Poi gli abbiamo chiesto chiarimenti anche per la procedura dello stadio". Ad averglielo presentato, gli attuali ministri, al tempo deputati del M5S Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede "all'epoca responsabili degli Enti locali che supportavano i Comuni. Vennero a darci un supporto" ha spiegato Raggi "perchè all'indomani dell'arresto di Marra ci fu uno scossone in Consiglio comunale nel M5S, e ci presentarono Lanzalone quando chiesi di approfondire lo strumento del concordato preventivo in continuità". 

Raggi e gli incontri con Parnasi

Raggi ha parlato anche dei suoi incontri con Parnasi: "La prima volta nella primavera del 2017 durante i confronti con Eurnova" sullo stadio della Roma. "Poi l'ho rivisto due o tre volte in Campidoglio. Noi partivamo da due visioni contrapposte: noi volevano abbattere cubature e lui mantenerle".

Attacco all'assessore Berdini

Poi ha attaccato anche l'ex assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini, la cui poltrona saltò proprio sul terreno minato della trattativa sul progetto dello stadio della Roma: "Berdini non ha firmato una sola carta per andare contro il progetto dello stadio della Roma ed anzi ha aperto lui la conferenza dei servizi che ha fatto partire l'iter in Regione. Per opporsi ad un progetto bisogna costruire atti. A parole lui si opponeva ma non c'è un solo atto che confermi le sue parole". Poi, interpellata in merito, ha risposto: "Berdini l'ho scelto io. Avevamo collaborato insieme quando eravamo all'opposizione". 

Lo stadio della Roma va avanti

In bilico il progetto dello stadio della Roma. Ma per la sindaca, in caso relativamente all'iter non ci fossero intoppi, potrà proseguire: "Non lo sappiamo ancora. La Procura dice che gli atti della procedura sono tutti regolari. Noi faremo un'ulteriore approfondimento del caso. Se non ci sono irregolarità potremo andare avanti". 

"Tutor e amanti"

Raggi ha poi attaccato l'immagine che i giornali danni di se stessa, sempre bisognosa di un aiuto per governare Roma. "Questa è un'immagine ricorrente perchè sono una donna. Tutti gli uomini che mi ronzano intorno o sono miei amanti o sono miei tutor. Evidentemente questa immagine delle donne piace ad alcuni giornalisti". 

I rimpasti di giunta

Un punto sui tanti rimpasti di giunta: "Noi ci siamo fatti eleggere sulla base di un programma che va portato avanti. Finché gli assessori condividono e attuano il programma sono felice che rimangano, se questo non avviene posso cambiarne anche altri 100 e vado avanti. Nelle altre amministrazioni c'è una spartizione di poltrone in quota dei partiti, qui non e così. Ho avuto delle defezioni, abbiamo sostituito e andiamo avanti". 

Il servizio giardini

"Chi dice che ho smantellato il Servizio giardini é pesantemente in malafede" ha poi attaccato. "Noi abbiamo svelato il bubbone del verde e non lo aveva mai fatto nessuno, al nostro arrivo abbiamo trovato solo 180 giardinieri per tutta Roma e ora stiamo ricominciando ad assumere, poi abbiamo fatto un protocollo con i detenuti che ci aiutano a sfalciare, uno con la Prefettura per l'aiuto dei richiedenti asilo, un altro con la Coldiretti. In più abbiamo fatto delle gare ponte più piccole per arrivare a una grande gara da 4 milioni di euro attualmente in fase di definizione". 

Il 'no' alle Olimpiadi

"Non sono assolutamente pentita di aver detto no alle Olimpiadi a Roma. La città non era in grado di indebitarsi ulteriormente rispetto ai 13 miliardi di debito attuale perchè le regole del Cio dicono che Roma si sarebbe dovuta assumete gli ulteriori oneri derivanti dalle Olimpiadi stesse". 

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