Polizza Romeo Raggi, fine di una "stima reciproca". La sindaca: "Sono molto arrabbiata"

Raggi a La7: "Chiederò a Romeo di cambiare immediatamente intestatario. Questa cosa non la voglio e mi mette ansia il solo pensiero"

Virginia Raggi ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Calma e distaccata come spesso si è presentata. Virginia Raggi lo ha ribadito fino all'ultimo, fino a quando ha deciso che il blog di Beppe Grillo non era abbastanza, che serviva andare in televisione: "Non mi dimetto. La vicenda mi ha visto completamente estranea". Un mantra che ha ripetuto più volte durante tutta la giornata. Non si dimette e non verrà sfiduciata perché è chiaro a tutti, soprattutto ai dirigenti nazionali, che se cade la Raggi "si frantuma l'immagine del Movimento". E allora la linea resta quella di continuare a "proteggere Virginia" sperando che la situazione processuale non precipiti. 

Che la situazione sia estremamente delicata lo testimonia anche la lunga riunione che si è tenuta ieri in Campidoglio con i pontieri di Beppe Grillo: Alfonso Bonafede, responsabile dell'unità di supporto agli enti locali del M5s, e Rocco Casalino, responsabile nazionale della comunicazione, che lo ha raggiunto nel primo pomeriggio. Con loro Raggi ha soprattuto impostato la campagna di comunicazione sulla vicenda della polizza stipulata da Salvatore Romeo.

In serata, alla trasmissione televisiva 'Bersaglio mobile' su La7, Raggi ha ripetuto ciò che ha scritto anche nel pomeriggio sul blog di Beppe Grillo: "Per quanto riguarda le polizze assicurative ho spiegato ai magistrati che non ne sapevo nulla, nè potevo saperlo visto che si tratta di polizze da investimento che non presuppongono la firma del beneficiario e soprattutto secondo la stessa procura 'non costituirebbero fatto penalmente rilevante in quanto non emergerebbe un'utilità corruttiva'" ha scritto. "Non ho ricevuto un solo euro e sto valutando con i miei Avvocati di querelare chiunque in queste ore - anche sui giornali - inventi o ipotizzi che io possa aver ricevuto un vantaggio da questa operazione, a me totalmente ignota sino a ieri pomeriggio".

Quel che è certo è che nelle ultime ore il cerchio magico che si era formato attorno a Raggi fino a portarla alla vittoria elettorale si è completamente sfaldato. Soprattutto il legame tra la sindaca e il fidatissimo Salvatore Romeo. Uscita dall'interrogatorio con i Pm, durante il quale è venuta a conoscenza della polizza assicurativa a suo nome aperta da Romeo, la sindaca non gli ha nemmeo telefonato. "Romeo è stato sentito dai miei legali. Per il resto valuteremo. Io sono senza parole. Non l'ho chiamato subito perché ero molto arrabbiata. Lo hanno chiamato loro per me". Poi ha aggiunto: "La cosa più spiacevole di questa storia è stata non essere informata. Chiederò a Romeo di cambiare immediatamente intestatario. Questa cosa non la voglio e mi mette ansia il solo pensiero". 

Fine di una "stima reciproca" e di una "grande amicizia" per usare le parole della sindaca. "Romeo lo abbiamo conosciuto nel 2013. Lui era un attivista del M5s molto stimato sul tavolo del bilancio. Ci ha aiutato moltissimo e nel tempo si è consolidato il rapporto" ha raccontato. La prima batosta era arrivata con l'arresto di Marra. Era stato proprio Romeo a presentarlo ai pentastellati capitolini. "Ce lo aveva descritto come un lavoratore scrupoloso ed attento. Aveva un curriculum estremamente importate con quattro lauree, onorificenze dal presidente della Repubblica e veniva dalla Guardia di Finanza. Era molto competente sulla macchina amministrativa e ci ha aiutato a capire come funziona la macchina dal punto di vista degli amministratori visto che ci preparavano ad una vittoria. Romeo è poi rimasto mortificato per avermi presentato Marra. Nemmeno lui si aspettavano quello che poi è emerso". 

Intanto le opposizioni chiedono un Consiglio straordinario per audire la sindaca. Una richiesta partita dal gruppo del Pd e sottoscritta anche dalla Lista Marchini e da Stefano Fassina. "Contestualmente facciamo richiesta di convocazione entro 5 giorni della conferenza dei capigruppo, perché De Vito non può scappare dal suo ruolo di presidente dell'Aula e quindi di garante delle opposizioni" le parole della capogruppo del Pd in Campidoglio, Michela Di Biase. "Non nascondiamo la nostra preoccupazione, perché di fatto Roma davanti alle grandi questioni é assolutamente ferma a causa della cattiva gestione del M5S, che sta tenendo in piedi un sindaco solo per paura di fare una brutta figura alle elezioni politiche". Il Pd, ha sottolineato la capogruppo, "non vuole interrogare Raggi sulle vicende giudiziarie, quello spetta alla magistratura, noi vogliamo che risponda rispetto al dramma che sta vivendo Roma a causa di questo immobilismo".

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