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Foto dal sito della casa di cura

Foto dal sito della casa di cura

Sanità, a Villa Fulvia attività bloccate e lavoratori in cassa integrazione: "Basta inerzia da Asl e Regione"

La clinica è chiusa da aprile dopo la formazione di un cluster di contagiati di Coronavirus. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: "Se ci sono i requisiti riprendere le attività"

"Lavoratori in cassa integrazione e futuro a rischio". E' la denuncia che arriva dai rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in merito alla casa di cura Villa Fulvia, una clinica privata convenzionata con il sistema sanitario regionale che si trova su via Appia Nuova 901. Da aprile dell'anno scorso, dopo la nascita di un cluster di contagiati da Covid 19, reparti e ambulatori sono stati chiusi e non sono ancora stati riaperti e centinaia di dipendenti sono rimasti in cassa integrazione. Secondo quanto si apprende 283 persone sono alle dirette dipendenze della clinica, 224 i liberi professionisti, 65 di dipendenti delle cooperative. 

“La situazione venutasi a creare con il focolaio di infezioni Covid–19 nei reparti di Villa Fulvia ha portato, da aprile, alla chiusura de facto delle attività: blocco dei ricoveri e delle visite ambulatoriali, stop a Rsa e terapia motoria, porte sbarrate per logopedia e neuropsichiatria infantile", spiegano i rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Claudio Maggiore, Sergio Pero e Fosco Guidi. "Da allora l’azienda è ricorsa al Fis (la cassa integrazione del settore), malgrado la contrarietà delle organizzazioni sindacali", spiegano i sindacalisti.

"Da settembre la Regione Lazio ha dato l'ok alla riapertura di alcuni ambulatori e terapie domiciliari che hanno portato 40 dipendenti a riprendere servizio", proseguono i sindacati. "Con la beffa però di non vedersi pagato lo stipendio al 100%. L’azienda si nasconde infatti dietro la scusa della mancanza di liquidità e lamenta di essere allo stremo se non riprenderanno tutti i ricoveri". 

Prosegue la denuncia: "E poi restano ancora a carico del Fondo di integrazione salariale 300 dipendenti tra quelli diretti di Villa Fulvia e i professionisti della cooperativa Fedora. La maggioranza di questi (circa il 60%) sono con contratto part time, il che, tradotto economicamente, significa che non arrivano a percepire nemmeno 400 euro mensili di cassa integrazione".  Per Cgil Cisl e Uil, è "una situazione tragica che va avanti da sette mesi, nell’inerzia di Regione e Asl Roma 2". 

I sindacati si rivolgono quindi alla Regione Lazio chiedendo di "verificare se Villa Fulvia ha ancora i requisiti tecnici ed organizzativi necessari e quindi a ripristinare speditamente le attività ad oggi sospese", concludono Maggiore, Pero e Fosco. 

Contattata dall'azienda Villa Fulvia fa sapere di "essere pronta a mettere di nuovo a disposizione i 250 posti letto della struttura, rimasti vuoti ormai da aprile", spiega Massimo Cavallone, responsabile del personale della clinica. "Siamo ricorsi alla cassa integrazione a rotazione e alla Fis perché non c'è lavoro e quest'anno, su un fatturato di 22 milioni di euro stimiamo una perdita 16-18 milioni. Il procedimento aperto dalla Regione Lazio che si è aperto il 30 luglio si sarebbe dovuto chiudere il 24 settembre ma non abbiamo avuto riscontro. Comprendiamo le difficoltà dei lavoratori e speriamo di poter riaprire presto".

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