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Vigili assenti, con le prime contestazioni il Campidoglio smentisce se stesso

A destinazione le prime notifiche, quelle dei casi più gravi. I destinatari sono agenti che non hanno risposto alla reperibilità. E' la violazione che prevede sanzioni minori, di certo non il licenziamento. E nei comunicati del Comune non è mai stata citata

Un caso sempre più mediatico che si sgonfia con il passare dei giorni e che rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol per l'amministrazione Marino e per il comandante della polizia locale di Roma Capitale Raffaele Clemente. Nel caso dei vigili assenti si sta passando dai comunicati stampa agli atti ufficiali e quanto denunciato dal Campidoglio non torna.

Trenta avvisi di contestazione inviate subito. I casi più gravi dove evidenti sono state le violazioni. Così il 5 gennaio scorso il Campidoglio annunciava i primi risultati dell'inchiesta interna sul caso dei vigili assenti a Capodanno. Gli avvisi stanno man mano arrivando ai destinatari e qualcosa inizia a trapelare. Sei i casi di cui RomaToday è venuta a conoscenza. Cinque di questi sono per mancata risposta alla reperibilità. Una 'diserzione' avvenuta per i motivi più diversi. Un agente ha ricevuto l'sms, ma era esentato dal servizio avendo donato il sangue. Gli basterà quindi semplicemente presentare questo certificato, in suo possesso, per risolvere la propria posizione. Un altro agente ci ha rivelato di aver ricevuto l'sms in tarda serata. Una vigilessa invece ha ricevuto il messaggino alle 19 del 31, ma era in ferie.  Era stata quindi inserita nel turno di reperibilità nonostante la non disponibilità dovuta alle ferie.

Anche la sua presenza nell'elenco magari è dovuta all'hacker russo, responsabile del caos negli elenchi del comando. E' il senatore Andrea Augello a parlare, in un'interrogazione presentata in Senato, di un informatico di San Pietroburgo che con un virus avrebbe alterato i pc dei vigili. Questo ha fatto sì che partissero messaggi destinati ad agenti defunti, in pensione e appunto anche in ferie. Un fatto questo non smentito nè dal Campidoglio nè dal Comando di via della Consolazione e che, stando a una ricostruzione giornalistica di Ernesto Menicucci sul Corriere della Sera, avrebbe mandato su tutte le furie il sindaco Marino il quale, sempre secondo l'articolo apparso oggi, avrebbe chiamato Clemente chiedendogli di trovare altri 50 casi sospetti.

Al di là dei virus, che qualcosa non quadri nelle ricostruzioni fornite dall'amministrazione e dal comandante Raffaele Clemente appare evidente dalla stessa comunicazione del 1 gennaio. Infatti in quel primo comunicato che ha dato poi il la a tutto, non si parlava di assenti per mancata risposta alla reperibilità.

Riportiamo il passaggio dei numeri

"Dopo il differimento dell’assemblea sindacale dei giorni scorsi, prevista proprio per il 31 dicembre a ridosso della mezzanotte, già ieri pomeriggio era apparso chiaro che, a fronte della iniziale disponibilità di 1000 agenti (in servizio ordinario per il turno di seminotte) si sarebbe giunti progressivamente a 165 unità, per un totale di 835 assenze dell’ultima ora (-83,5%), motivate da malattia, donazione sangue, legge 104, legge 53 art. 19 ecc.. Inoltre, per il turno di notte dal numero iniziale di 300 unità previste si sarebbe arrivati a 185 unità, con 115 assenze riconducibili alle medesime  motivazioni (percentuale di assenza del 38%). Ciononostante, proprio grazie alla reperibilità, è stato possibile garantire tutte le chiusure stradali, nonché governare l’afflusso e il deflusso dei tantissimi cittadini e turisti in strada a festeggiare".

Di mancata risposta per reperibilità non si parla neanche nel comunicato con cui il vicesindaco Luigi Nieri prova a mettere ordine ai numeri.

"Secondo i dati forniti dal Comando di Polizia Municipale di Roma, da 905 agenti. L’85% di questi 905 è risultato assente da lavoro, si tratta di 767 agenti. Di questi, il 75% risultava assente per malattia, ovvero 571 persone; il 10%, 81 persone, hanno usufruito della legge104; l’8%, nello specifico 63 persone, hanno comunicato di essersi assentati per donazione sangue, in questo caso si tratta di 63 agenti. Il restante 7% delle assenze è stato giustificato con la legge 53 e l’art. 19. Il dato del 4,4% fornito oggi da alcuni, in diverse ricostruzioni fantasiose, altro non è che il dato relativo ai 44 agenti che non hanno fornito alcuna giustificazione all’assenza ai turni della notte di Capodanno. - dichiara il vicesindaco e assessore al Personale di Roma Luigi Nieri - E’ proprio a partire dalle posizioni di queste 44 persone che va fatta immediata chiarezza".


E ancora un comunicato, quello che annuncia le 30 lettere di contestazione, a non parlare di mancata risposta alla reperibilità. Lo riportiamo

"Primo punto di svolta nell’inchiesta amministrativa sulle assenze dei vigili nella notte del 31 dicembre: sono partite  in serata, dalla Polizia Locale, 30 lettere indirizzate alla commissione di disciplina di Roma Capitale. Sarà la commissione a proseguire nell’azione a carico dei dipendenti già informati dal Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale. Si tratta dei casi che ai primi accertamenti sono apparsi più chiari e più gravi. Per casi come questi è previsto un periodo di cinque giorni al temine dei quali deve partire la lettera disciplinare per consentire tutte le misure previste dalla legge. Ai 30 dipendenti è stato contestato l’articolo 55 bis del decreto legislativo 150 del 2009 che sottolinea la particolare gravità della mancanza disciplinare rispetto ai contratti di categoria del 2002-2005, 2006-2009 che prevede sanzioni che vanno da una sospensione di undici giorni fino al licenziamento. Le indagini invece procedono per i restanti casi messi sotto la lente d’ingrandimento dalla task force dei vigili, guidata dal vicecomandante Modafferi, che si sono accresciuti rispetto ai 44 emersi all’inizio. L’inchiesta disciplinare continuerà mentre la commissione disciplinare di Roma Capitale nei prossimi giorni dopo aver informato gli interessati passeranno alla contestazioni dei comportamenti".


In sostanza quindi si parla di casi gravi, si preannuncia il licenziamento e poi di fatto le notifiche inviate, o meglio alcune di esse, sono per mancata risposta alla reperibilità. Una 'mancanza' che se dimostrata porta come provvedimento massimo la sospensione di 11 giorni dal lavoro. Come detto prima però  gli agenti 'incriminati' hanno la documentazione per smentire la contestazione.

Contraddizioni che alla luce della ricostruzione di Menicucci ("trovate altri 50 casi" avrebbe detto il Sindaco) trasformano il caso dei vigili assenti sempre più in una vicenda mediatica che potrebbe quindi trasformarsi in un clamoroso boomerang per il sindaco Marino e soprattutto per il comando di via della Consolazione. Le smentite, in passato arrivate (vedi lite Sindaco - Clemente del novembre 2013), sono sempre ben accette. Il silenzio, mai come in questo caso, diventa assenso.

EDIT - La risposta di Raffaele Clemente (LEGGI QUI)

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