Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Testaccio cambia volto: ecco il progetto vincitore, dal verde pubblico ai nuovi servizi per i cittadini

La presentazione del progetto vincitore per la rigenerazione urbana del quadrante sud-est del rione Testaccio

 

Testaccio ha il suo progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana. E’ stato presentato stamattina, lunedì 20 luglio presso la Casa dell’Architettura, il progetto vincitore del concorso “Progetto pubblico unitario dell’area compresa tra via Marmorata, via Galvani, via N. Zabaglia e via Caio Cestio e il progetto definitivo del sub-ambito di via Paolo Caselli per artigianato di servizio e studi d’artista.

L’obiettivo del Concorso era quello di sostituire gli insediamenti abusivi con laboratori artigiani, artistici, spazi espositivi e realizzare un polo per lo sport e il tempo libero in un contesto di riferimento in cui il verde costituisce la struttura portante in connessione con il sistema delle scuole su Via Galvani e Via Zabaglia e con i luoghi storici al contorno. Il vincitore, lo studio Sycamore con l’architetto maniero Botti, è incaricato dell’elaborazione del piano urbanistico necessario e del progetto definitivo per la realizzazione del nuovo insediamento. Iniziativa promosso dal primo municipio di Roma in collaborazione con l’Ordine degli Architetti,  e in attuazione del protocollo siglato con l’assessorato capitolino all’Urbanistica con lo scopo di favorire il recupero di uno spazio pubblico di grande rilevanza nell’ambito della città.

“L’architettura è parte integrante del nostro quotidiano -  dice l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Luca Montuori - definisce il nostro orizzonte sociale e culturale. Il progetto che oggi premiamo rappresenta bene quanto essa componga in una forma fisica, attraverso il pensiero, dati diversi e  nel farlo definisce lo spazio in cui i nostri figli giocano, le piazze in cui prendiamo il caffè, le strade in cui camminiamo”.

“Sono molto soddisfatta dell’esito di questo concorso, che ha riscontrato una ampia partecipazione con 50 gruppi di architetti - spiega presidente del municipio I, Sabrina Alfonsi -. In soli sei mesi siamo riusciti a concludere tutto l’iter e a determinare il vincitore, tempi rapidi se consideriamo l’emergenza Covid 19 che a marzo si è abbattuta sul nostro Paese. Voglio ringraziare i nostri uffici che non si sono risparmiati e la Commissione di Gara, che non ha mai interrotto il suo lavoro nemmeno nel periodo di lockdown.

“Quello che scaturisce dai concorsi di progettazione – sottolinea Andrea Iacovelli, responsabile Area concorsi dell’Ordine degli architetti di Roma e provincia  - è il tentativo di far sì che i progettisti si confrontino sulle trasformazioni della città, come nel caso del progetto dello studio Sycamore risultato vincitore del concorso. Il Progetto diviene baricentro, punto di equilibrio, visione di una città migliore, dove la misura è l’uomo, il cittadino e i rapporti connettivi con l’esistente. Esistente inteso non solo come ‘ambiente costruito’ ma come ‘ambiente sociale’ fatto di relazioni dialogiche che necessitano di essere stimolate.

Potrebbe Interessarti

Torna su
RomaToday è in caricamento