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VIDEO | Sciopero 8 marzo, le donne si prendono le piazze: “Ospedali laici e stop discriminazione sul lavoro

Le due manifestazioni organizzate da Non una di meno davanti ai dicasteri della Salute e del Lavoro in occasione dello sciopero globale dell’8 marzo

 

Un festa. Un riconoscimento a livello interazione che si trasforma in giornata di mobilitazione, a livello globale. L’8 marzo a Roma, come in altre 50 città d’Italia, è giorno di sciopero, ma anche di protesta e rivendicazione.

“L’8 marzo è tornato ad essere il giorno della lotta - dice Marina Montanelli della sezione romana di Non una di meno -, contro la violenza sulle donne e la loro discriminazione nel mondo del lavoro”. Alle 9 il presidio sotto il ministero della Salute di Trastevere per ribadire che la “qualità della salute dipende dalle condizioni di lavoro delle operatrici e operatori socio-sanitari, per l'internalizzazione del personale precario e per un piano di nuove assunzioni nei consultori”. Ma anche per quell’autodeterminazione della donna che si porta avanti garantendo libertà di scelta: “Vogliamo consultori e ospedali laici, aperti e finanziati - dicono -, obiettori fuori dai consultori e dagli ospedali pubblici”. Alle 10:30 si riuniscono sotto il Ministero  di Luigi Di Maio. “Perchè vogliamo un reddito di autodeterminazione per uscire dal ricatto e dalla violenza, un salario minimo europeo e un welfare universale, congedi retribuiti e obbligatori per maternità veramente condivisa”. E sotto il dicastero in via Molise, molte vertenze in corso con le lavoratrici, tra le altre, di Sogesid, Anpal Servizi, e Sky ha rivendicare il proprio diritto al lavoro. 

“Questo è il terzo anno di mobilitazione globale  - ricorda Montanelli -, mai come in questo momento occorre scendere in piazza e rivendicare i nostri diritti, contro il ddl Pillon, ma anche contro i continui attacchi alle donne del ministro Salvini”. Alle 17 il corteo delle donne che da piazza Vittorio sfilerà per le vie del cuore di Roma.

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