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Isola ecologica nel parco De Chirico, Ziantoni: "Non entra nell'area degli orti urbani. Sito confermato 2 volte dal municipio"

La titolare della delega ai Rifiuti di Roma Capitale risponde così al comitato di quartiere, dando di fatto la responsabilità della scelta al municipio V sempre in quota Cinque stelle

“Il centro di raccolta previsto in Via Severini è assolutamente fuori dal perimetro dell’area destinata ad orti urbani”. Katia Ziantoni, assessora capitolina ai Rifiuti, risponde così sulla questione sollevata dal comitato di quartiere Morandi-Cremona che sull'isola ecologica in questione ha inviato una diffida in autotutela e un esposto alla Sovrintendenza speciale di Roma.

Isola ecologica accanto al progetto di orti urbani

Questa, tra le 17 approvate con la delibera comunale dello scorso 19 marzo, dovrebbe sorgere tra via Severini e via Colatina e rientra nel perimetro del progetto “Sogno trasformato” che prevede la realizzazione di 120 orti urbani, un bosco e molto altro a servizio dei cittadini. Progetto finanziato e sul quale si attende l’avvio dei lavori. “Non esiste alcun danno erariale come sostenuto dal comitato di quartiere - continua Ziantoni -. Voglio anzi ricordare che il municipio V aveva confermato il sito sia all’interno dei tavoli convocati a partire dal 2019, sia nell’ambito dei pareri che i municipi sono chiamati ad esprimere entro 30 giorni dall’invio della delibera. Abbiamo ricevuto la richiesta di revoca e non ravvediamo alcun presupposto per procedere in tal senso. Eventuali ulteriori valutazioni tecniche saranno ovviamente espresse dagli enti competenti nell’ambito delle conferenze dei servizi indette dal Dipartimento Tutela Ambientale”.

La colpa al municipio V

Quindi la responsabilità viene data al municipio. Lo stesso che ha partecipato nella fase di redazione del progetto e che ha avviato le successive approvazioni in aula consiliare, e su cui si concentra anche la rabbia degli abitanti di zona. Ziantoni però non dice nulla sulla questione del vincolo archeologico che insisterebbe proprio nell’area indicata per la costruzione dell’isola ecologica, quella su cui non sono previsti gli orti urbani nel progetto “Sogno trasformato” proprio perché sussisterebbe il vincolo.

"Andremo avanti"

“Voglio però rassicurare i cittadini che i due progetti non sono in conflitto tra di loro - sostiene l’Assessora -. Un centro di raccolta dove poter conferire ingombranti, pile, vernici, legno e moltissimi altri materiali, rappresenta oltre che un servizio alla cittadinanza, elemento di recupero e di presidio di aree abbandonate, come questa”. E ancora: “Ritengo che, nei territori in cui troviamo situazioni di abbandono e degrado, creare servizi è un modo per riportare la legalità. Mi auguro quindi che questa sollevazione non sia l’ennesima mossa delle opposizioni che già in Assemblea avevano chiesto, come per altri numerosi siti, lo stralcio dell’area, come se il recupero di rifiuti non fosse un elemento fondamentale della società civile, oltre che un valore”.

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