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VIDEO | Coronavirus, il comparto del turismo protesta sotto al Mise: "Rischiamo di scomparire"

La manifestazione di protesta del comparto turistico sotto al ministero dello Sviluppo economico, lunedì 2 marzo. In ginocchio a causa della crisi legata al Coronavirus

 

“Se non agiscono immediatamente rischiamo di scomparire, un comparto che conta 60 mila unità e rappresenta il 13% del Pil nazionale”. Enrica Montanucci, titolare dell’agenzia viaggio “Passaggio in volo” di Roma riassume così la situazione. Un’emergenza che, da quella sanitaria legata al Coronavirus, ora si sta irrimediabilmente versando sull’intero comparto del turismo italiano, riunito sotto al ministero dello Sviluppo economico “per chiede risposte concrete”.

Cono centinaia in via Molise, tra tour operator, agenti di viaggi e aziende di noleggio. Sono soprattutto quelle che lavorano con le gite scolastiche ad essere su tutte le furie, prime ad essere "eliminate" una volta esplosa l’emergeza: “Ci hanno rovinato, dovremmo noi rimborsare le famiglie che hanno già prenotato? Nessuno si è preoccupato di darci risposte”.

La richiesta è univoca: aiuti economici, sgravi fiscali,  intervento serio delle istituzioni per fermare la comunicazione emergenziale su un Paese che, se vede inclinarsi la macchina turistica, deve fare i conti con “aziende che chiudono le serrande e migliaia di disoccupati che si andranno ade aggiungere a quelli che già ci sono”, ribadiscono le persone in piazza.  Da una parte la comunicazione ritenuta insufficiente e “ catastrofista”, dall’altra un Governo “incapace di fronteggiare quanto sta accadendo - continuano - con le frontiere chiuse, turisti che non arrivano, ma sopratutto italiani che hanno paura a partire”. Ed è così che una manifestazione organizzata a suo tempo a livello locale, agenti di viaggio che operano sul territorio laziale, è diventata subito nazionale: sotto al Mise anche lavoratoti, titolari di agenti e tour operator da Campania, Sicilia, Toscana e Calabria. E sono in tanti a puntare il dito contro il ministro agli Esteri Luigi Di Maio, colpevole di “non essere presente e di non prendere posizione contro gli i paesi che stanno di fatto isolando l’Italia”.

Alle 12, una delegazione incontra lo staff del Ministro Stefano Patuanelli: “Hanno accolto le nostre indicazioni sul decreto che è in fase di presentazione ed approvazione - spiega - Montanucci - ovvero l’allargamento della cassa integrazione in deroga estesa oltre le zone rosse, un fondo di 50 milioni destinato al turismo italiano a cui possono accedere le aziende in difficoltàcon la garanzia dello Stato. Previsto l’obbligo di rimborso delle cancellazioni da parte dei vettori e non dalle agenzie, per ora riguarda solo quelli italiani come Alitalia e Trenitalia ma abbiamo ovviamente richiesto che venga allargato a livello internazionale. In ultimo - conclude - entro 48 ore ci hanno assicurato un incontro con il Ministro Franceschini. Soprattutto da lui, cui che di occupa del turismo, ci aspettiamo interventi importanti”. Perchè a tutti i presenti alla protesta di oggi è chiara una cosa su tutte: gli effetti di quanto sta accadendo avranno ripercussioni per mesi, forse anni.

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