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Via di Scorticabove, si avvicina lo sgombero. I rifugiati: "Il Comune prenda una posizione"

Il parere dell'Avvocatura sul progetto alternativo è arrivato. Ma anche la notifica di sgombero

Da una parte la comunicazione di un imminente sgombero per mano delle forze dell’ordine. Dall’altra, dopo settimane di attesa, quella dell’arrivo del parere dell’Avvocatura sulla scrivania dell’assessora alle Politiche Sociali, Laura Baldassarre, che dovrebbe far ripartire il dialogo sul progetto alternativo. La comunità di rifugiati sudanesi, che da quasi tre mesi ormai vive accampata per strada fuori dall’ex centro di accoglienza di via di Scorticabove, a San Basilio, dal quale sono stati sfrattati all’inizio del luglio scorso, chiede al Campidoglio di prendere una posizione in merito. 

Questa mattina una delegazione di rifugiati e attivisti, che nelle ultime settimane si sono mossi in loro sostegno, ha incontrato presso il Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma il capo staff dell’assessora Laura Baldassarre, Emanuele Montini. “Nel corso di questi mesi, abbiamo avviato un tavolo di confronto con l’assessora” hanno scritto in una nota “presentandole un progetto di autorecupero di uno spazio pubblico dismesso, scritto assieme a docenti universitari ed alle realtà solidali. Dopo ben 4 incontri, il 5 settembre, l’interlocuzione con l’istituzione si è arenata perché si attende da mesi un parere dell’Avvocatura del Comune di Roma sulla possibilità di svolgere una co-progettazione finalizzata all’assegnazione di un bene. Parere richiesto dall’assessorato alle Politiche sociale, ponendolo come pre-condizione necessaria per poter continuare il confronto”. 

In attesa di una risposta, è arrivata la comunicazione dello sgombero. “Ecco che i nodi vengono al pettine. Oggi questi nodi sono stati portati all’attenzione del capo staff della Baldassarre, l’avvocato Montini, il quale ci ha comunicato che il parere dell’Avvocatura è arrivato e che sono pronti a iniziare nuovamente il tavolo, con una direttiva della Giunta in cui si individuano gli immobili su cui avviare la progettazione. Peccato che, in tutto questo, il Comune stia facendo orecchie da mercante dinanzi ad uno sgombero di cui è a conoscenza e rispetto al quale non vuole prendere provvedimenti. Per questo, abbiamo chiesto all’avvocato Montini un impegno pubblico immediato: far uscire in giornata una nota dell’assessorato in cui si palesa che il tavolo verrà riconvocato ed in cui si prende una posizione contro l’azione di polizia che avverrà nelle prossime ore”.

Commentano: “Non assisteremo all’ennesimo teatrino del rimpallo delle responsabilità tra Campidoglio e Prefettura, un gioco perverso finalizzato solo a farci morire di stenti o a prenderci per sfinimento. Siamo stanchi, sì. Ma non cediamo un passo rispetto alla nostra lotta e continueremo a difendere il nostro diritto alla protezione internazionale e a vivere dentro questa città con dignità come abbiamo fatto finora, in piena autonomia, e spesso ignorati dalle istituzioni”. 

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