Via dei Durantini, ruspe al lavoro per la nuova strada. I cittadini: "Vogliamo una ciclabile"

A distanza di circa un anno dalla prima visita di Romatoday, la striscia di giardino in mezzo ai palazzi non esiste quasi più. Preoccupati i comitati: "Salvate almeno gli alberi"

Del 'giardino di Adorno', dal nome dell'uomo che curò per anni quella striscia di verde in mezzo ai palazzi, non rimane che qualche albero. Panchine e altalene sono state sradicate. Al loro posto una striscia di terra che presto diventerà una strada. Siamo in via dei Durantini, nel quartiere di Pietralata, all'altezza del civico 253. Le ruspe sono al lavoro per realizzare una strada che dovrebbe collegare questa via, proprio all'altezza del nuovo complesso edilizio del Parco dei Durantini, fino alla zona adiacente alle piscine realizzate per i mondiali di nuoto dietro all'ospedale Pertini.

IL COMITATO - “In base alle informazioni che abbiamo raccolto la strada dovrebbe arrivare al nuovo complesso immobiliare di case in housing sociale che verrà realizzato dietro alle piscine” spiega la vicepresidente del comitato Giardino di Adorno che abita al piano terra, ribassato rispetto al piano del lavoro. Oltre cinquecento alloggi da affittare o vendere a prezzi ribassati, almeno mille e cinquecento nuovi abitanti, “che secondo quanto ci hanno riferito le istituzioni competenti, hanno bisogno di questa nuova strada per essere collegate al resto della viabilità della zona” continuano i residenti. In mezzo alle case, proprio dietro all'ospedale Pertini, sta per sorgere anche una grande rotonda. “Da lì ci sono tre rami: il collegamento per via dei Durantini, la via adiacente al parcheggio del Pertini che dovrebbe portare su via dei Monti Tiburtini verso la tangenziale e dall'altra parte il collegamento verso via di Pietralata”.

IL VIDEO: IL CANTIERE TRA I PALAZZI

UN ANNO FA - A distanza di poco meno di un anno dalla prima visita di Romatoday, avvenuta nel giugno scorso, il paesaggio è completamente diverso. Le grida dei bambini che giocano nel parco “recintato e sicuro” controllati a vista dai nonni seduti sulle panchine non ci sono più nonostante il clima sia ormai quasi estivo. Il rumore delle ruspe “disturba” le giornate di quanti vivono nei palazzi adiacenti. E quando si alza il vento la terra smossa dai mezzi pesanti si solleva in grosse nuvole di polvere. “Avevamo chiesto di conservare gli alberi che potevano essere salvati” spiegano dal comitato. “Ma purtroppo così non è stato” raccontano indicando un fico con le radici ricoperte di calcinacci e un ulivo riverso a terra destinato a seccare in poche settimane. Poco più in là dei blocchi di cemento 'proteggono' dalla terra il cortile di un'abitazione al pian terreno che si trova a qualche metro 'sotto' il livello dei lavori.  

L'INCONTRO - I cittadini si sono opposti alla realizzazione del progetto. “Per questo il 23 ottobre del 2013 abbiamo avuto un incontro con le istituzioni preposte tra cui alcuni rappresentanti del municipio e dell'assessorato ai Lavori Pubblici di Paolo Masini. Siccome il progetto era ormai stato avviato abbiamo chiesto almeno una serie di tutele per rendere l'impatto della nuova strada che corre in mezzo ai nostri palazzi meno pesante. Al posto dei pannelli anti-rumore che di fatto 'murerebbero' le nostre finestre abbiamo chiesto di lasciare una striscia di verde dove ripiantare gli alberi fatti crescere da Adorno. Così almeno ci sarebbe il verde a proteggere le nostre case”.

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LA PROMESSA - Inoltre in occasione dell'incontro, secondo quanto riportano i cittadini, è stata avanzata anche una promessa: “L'amministrazione ci ha assicurato che fino a che non verranno realizzate le abitazioni, il tratto che passa in mezzo ai nostri palazzi rimarrà una pista ciclabile con tanto di dissuasori all'altezza della rotonda per impedire il passaggio delle auto. Pensavamo di vedere queste parole nero su bianco nel verbale dell'incontro. Ma il verbale, nonostante le nostre sollecitazioni, non l'abbiamo mai ricevuto”. I cittadini chiedono certezze. La paura è che una volta realizzata, quella strada diventi un'arteria dal traffico congestionato come tante altre nelle ore di punta in quella zona di città. Una strada stretta in mezzo ai palazzi di sette piani, là dove fino a qualche mese fa sorgeva il giardino di Adorno.

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