Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Wi-fi, l'attacco dei Verdi: "Qualcuno fermi Zingaretti"

Giuseppe Teodoro dei Verdi critico verso la decisione del presidente della provincia di dotare di antenne wireless tutte le scuole superiori. "Scelta pericolosa per la salute. In Europa è stato proibito, ma Zingaretti ne gioisce"

“Quello che Zingaretti definisce percorso di democratizzazione digitale, invero si sta trasformando nel più grande esperimento di massa a danno dei cittadini che il territorio della Provincia di Roma abbia mai varato”. A lanciare la stilettata all’indirizzo di Zingaretti è il Presidente della Federazione dei Verdi, Giuseppe Teodoro, dopo che in un’intervista rilasciata ieri a ‘Repubblica’ il Presidente della Provincia ha annunciato la prossima tappa del famigerato progetto wi-fi, coprire di reti wireless tutte le scuole di competenza provinciale.

Secondo il partito ambientalista “la tecnologia di collegamento internet senza filo è oggetto di studio presso la comunità scientifica internazionale e numerose, qualificate conclusioni attestano la potenziale nocività dei campi elettromagnetici emessi da impianti che supportano il wireless”. Il problema è stato posto all’attenzione del Presidente della Provincia in un incontro del gennaio scorso cui erano presenti lo stesso Teodoro e il leader regionale del partito, Nando Bonessio.

“In quell’occasione – afferma Teodoro, raggiunto al telefono -  abbiamo fatto presente la questione a Zingaretti che in realtà si è dimostrato piuttosto sensibile, ammettendo di sapere poco dei rischi per la salute, ma assicurandoci che avrebbe riferito dei nostri dubbi ai tecnici che si occupano del progetto wi-fi.

E tuttavia - continua Teodoro - alla luce dei fatti tutto quello che ha detto è stato vanificato dalla decisione odierna, tanto più che in paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna è stato proibito l’uso del wireless in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Non capiamo perché Zingaretti stia andando in direzione contraria rispetto agli altri paesi europei”.

Insomma la ‘democratizzazione digitale’ è una bandiera da sventolare in tempi di banda larga? “Ma non credo sia uno slogan elettorale - spiega -. Però prima di prendere una decisione del genere avrebbe dovuto almeno avviare un confronto con i tecnici e gli scienziati che la pensano in maniera diversa. Sarebbe stato più trasparente. Oltretutto non è che i Verdi siano contrari alla banda larga, solo ci sembra totalmente inutile, anzi pericolosa, dove c’è già la rete cablata”.
 

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