Telecom, la vendita fa tremare la Capitale. Zingaretti: "Vigilerò"

I sindacati parlano di circa 20mila lavoratori impiegati nella Capitale. Il capogruppo Pd in Campidoglio: "Non possiamo permetterci ricadute occupazionali"

La vendita di Telecom alla società spagnola Telefonica fa tremare la Capitale. Sono infatti circa 20 mila i lavoratori della società impiegati a Roma dove ci sono diverse sedi dell'azienda. A lanciare l'allarme lo stesso presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Non bisogna mai dimenticare che dietro ai numeri freddi degli scambi azionari e dietro ad integrazioni societarie ci sono persone in carne ed ossa” ha affermato il governatore. E la preoccupazione è arrivata anche dentro all'Aula Giulio Cesare dove a parlare è il capogruppo del Partito democratico Francesco D'Ausilio: “Dobbiamo mantenere alti livelli di guardia per evitare che possa ripetersi quanto avvenuto in passato con altre grandi aziende italiane, costrette a cedere i loro asset più redditizi per mantenere in vita la società acquirente”.

Una società spagnola come azionista di maggioranza di Telecom fa paura ai lavoratori. E lo spauracchio dei tagli agita non poco. Negli ultimi anni sono state frequenti le vertenze sindacali contro la riduzione del personale apportata dall'azienda nella Capitale tanto che nel giro di pochi anni le cifre denunciate parlano di una riduzione di oltre tremila lavoratori. I sindacati chiedono al Governo di "istituire un tavolo di confronto" sul futuro dell'azienda. I numeri sul tavolo sono alti: "46 mila lavoratori in Italia di cui oltre 20 mila a Roma" spiega Michele Azzola della Slc Cgil.

ZINGARETTI -  “Non bisogna mai dimenticare che dietro ai numeri freddi degli scambi azionari e dietro ad integrazioni societarie ci sono persone in carne ed ossa” ha esordito il presidente regionale. “Ciò vale a maggior ragione per aziende strategiche nel settore delle telecomunicazioni e del trasporto aereo, come Telecom e Alitalia, e per i relativi assetti societari che potrebbero avere conseguenze preoccupanti dal punto di vista dell'occupazione, soprattutto nella Capitale dove risiedono migliaia di addetti delle due aziende e dell'indotto”. Zingaretti ha quindi promesso di attivarsi “nei limiti delle competenze regionali” per vigilare sui processi di ristrutturazione. Nel mirino ci sono Telecom e Alitalia. “Le famiglia non  possono essere messe in secondo piano rispetto alle logiche finanziarie ed azionarie di grandi gruppi industriali”.

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D'AUSILIO - “Telecom e Alitalia sono aziende di importanza strategica che nella Capitale, direttamente o attraverso le rispettive controllate, occupano migliaia di dipendenti” scrive il capogruppo Pd in Campidoglio in un comunicato. “Non possiamo permetterci ricadute occupazionali che aggraverebbero una situazione già difficile per l'industria italiana. Abbiamo la responsabilità, come classe politica, di tutelare con ogni mezzo i migliaia di addetti che operano in queste grandi imprese del settore delle telecomunicazioni e del trasporto aereo”. D'Ausilio fornisce anche il numero dei lavoratori che a Roma e nel Lazio sono impiegati in questi settori: quasi 50 mila persone. “Ecco perché è di fondamentale importanza che l'operazione abbia contorni ben definiti e non riservi sorprese”.

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