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Vendita case del Comune, via libera dall'Aula nella notte. Sel non vota

Delibera votata questa notte con 21 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti. E' 'strappo' in maggioranza con i consiglieri Sel. E il M5S annuncia battaglia: "Pronti a ricorso al Tar"

Il Comune di Roma si prepara a vendere i suoi immobili, circa 600. Con 21 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti, l'Aula Giulio Cesare, dopo una 'maratona' partita alle 10 di ieri mattina, ha approvato all'una di notte la delibera sull'alienazione del patrimonio immobiliare, manovra che porterà nelle casse del Comune circa 308 milioni di euro. 

La vendita tramite asta, che dovrebbe partire prima dell'estate, con valutazioni basate sugli attuali valori medi di mercato, indicati dall'Agenzia del Territorio. Ai residenti negli immobili sarà riconosciuto un diritto di opzione per l'acquisto con un abbattimento del 15% sulla quota. 

Per evitare speculazioni negli atti di compravendita sarà inserita una clausola che prevede il divieto di rivendita dell'immobile prima di 5 anni. Niente sconto per le case di pregio nel centro storico e alla vendita non potranno partecipare gli inquilini morosi che avranno due mesi di tempo, dalla comunicazione da parte del Comune, per mettersi in regola e saldare la morosità.

"SCELTA LA STRADA DELLA TRASPARENZA" - Soddisfatto il sindaco Marino che commenta: "Con il voto di questa notte, l'Assemblea Capitolina ha varato un provvedimento molto importante, che ci consente di valorizzare una porzione del patrimonio immobiliare del Campidoglio e trasformare i proventi di questa operazione in un capitale da reinvestire immediatamente nella manutenzione urbana e nell'housing sociale". E ancora con una nota stampa: "Con grande determinazione abbiamo prima censito le proprietà immobiliari del Campidoglio e poi scelto la strada più trasparente per la sua parziale alienazione, quella delle aste pubbliche. Oggi poniamo fine a una gestione non redditizia ed opaca di una ricchezza che non rientra nelle finalità di diretta competenza di un Comune, come la gestione di un patrimonio immobiliare".

Quindi, aggiunge il sindaco, "il Campidoglio non sarà più un'agenzia che gestisce - come accade da decenni - case e negozi con affitti sottostimati e contratti in perdita. Ora potremo ottenere circa 300 milioni di euro, da destinare ad investimenti sulla manutenzione, sul decoro urbano e sull'edilizia sociale, di cui questa città e i suoi cittadini hanno veramente bisogno".

"Voglio ringraziare la giunta, l'assessore al Patrimonio Alessandra Cattoi, il vicesindaco Luigi Nieri, per il lavoro svolto nei mesi passati, e ovviamente tutti i consiglieri della maggioranza per la seria discussione e i contributi migliorativi che hanno portato al testo. Grazie infine -conclude Marino- alla presidente dell'Assemblea Capitolina Valeria Baglio, che ha condotto i complessi lavori dell'aula con la massima imparzialita' ed efficacia".

SEL - Ma è strappo proprio all'interno della maggioranza. Tre consiglieri Sel su quattro non hanno votato il provvedimento Ad astenersi il capogruppo Sel, Gianluca Peciola, e le consigliere Annamaria Cesaretti e Imma Battaglia. A votare a favore solo la consigliera Sel Gemma Azuni.

M5S - E, sul fronte opposizione, il Movimento 5 Stelle si prepara a presentare ricorso al Tar. "L'Aula ha approvato la delibera per la svendita del patrimonio - spiegano i pentastellati - un provvedimento che sana l'abusivismo e provoca un ingente danno alle casse del comune. Il M5S, in questa lunga battaglia, ha portato a casa diversi risultati positivi tra i quali l'eliminazione dello sconto per i furbetti, l'azzeramento di ulteriori sconti alle istituzioni religiose e l'eliminazione dei fondi immobiliari. 

Il provvedimento resta tuttavia invotabile perchè svende immobili, favorisce i furbetti, non include la stima puntuale degli immobili e rappresenta un aiuto agli speculatori. Inoltre, si ravvisano numerosi profili di illegittimità, per i quali, oltre agli esposti già depositati in Procura ci rivolgeremo alle autorità competenti nei prossimi giorni. Non è finita qui".

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