Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Vendita case Comune, la commissione approva ma cambia il testo di Nieri: 100% ricavi all'emergenza abitativa

Su emendamento del presidente di commissione Pedetti tutto il ricavato servirà a reperire alloggi popolari. Per il via libera definitivo manca solo il voto del Consiglio. Contrari alla "svendita" Movimento cinque stelle e Lista Marchini

Via libera alla vendita di 597 immobili di proprietà del Comune di Roma. La commissione Patrimonio presieduta da Pierluigi Pedetti (Pd) ha approvato a maggioranza la delibera 88/2013 elaborata dal vicesindaco con delega di competenza Luigi Nieri da cui l'amministrazione comunale stima di ricavare 247 milioni di euro. Il testo sottoposto ai consiglieri dal vicesindaco però non è rimasto inalterato: se nella delibera il ricavato era destinato per il 25% al recupero, autorecupero e realizzazione di case popolari mentre il 75% in opere pubbliche, la commissione, approvando un emendamento presentato dallo stesso Pedetti, ha deciso di destinare tutto all'emergenza abitativa. 

“Faremo una ripatrimonializzazione più funzionale alle esigenze del Comune che non sono certo quelle di gestire gli affitti dei negozi ma reperire tutte le risorse per far in modo di dare una risposta all'emergenza abitativa” ha spiegato all'agenzia Dire Pierpaolo Pedetti. “Le opere pubbliche si finanziano con i bilanci ordinari”. Il presidente della commissione ha riconosciuto che “in Consiglio non sarà semplice convincere anche gli altri assessorati che tutte risorse debbano essere destinate alle politiche abitative ma è uno sforzo che dobbiamo fare perchè la situazione dell'emergenza abitativa è particolarmente pesante” ha continuato.

Tramontata anche l'ipotesi di ricorrere alla Cassa depositi e prestiti, 'soluzione' che avrebbe permesso all'amministrazione comunale di ottenere subito la liquidità che spera di ottenere dalla vendita di tale patrimonio. L'alienzazione, sempre dietro emendamento di Pedetti, verrà affidata alla società capitolina Risorse per Roma compito che verrà disciplinato con un nuovo contratto di servizio. La vendita dovrebbe avvenire con asta pubblica.

Come già annunciato nella prima versione del documento, gli attuali inquilini godranno di una sorta di diritto di prelazione sull'immobile.
Non verranno alienati invece gli alloggi abitati da inquilini con un reddito annuo inferiore ai 28 mila euro. Inoltre, come spiegato dall'agenzia Dire, l'amministrazione un occhio di riguardo alle onlus "di servizi sociali di interesse dell'amministrazione e da essa riconosciuti”, per questi soggetti il "prezzo di vendita degli immobili non commerciali e'' pari al prezzo di mercato diminuito del 40%" e potranno usufruire dell''abbattimento del canone di locazione "come già avviene per gli inquilini, secondo dei criteri reddituali, che pagano regolarmente l''affitto". 

Dopo l'approvazione in giunta e in commissione rimane solamente il passaggio in consiglio comunale che potrebbe avvenire anche nelle prossime due settimane. L'idea è quella di approvare la delibera prima del bilancio 2014. Ma c'è già chi è pronto a dare battaglia. In prima linea il Movimento cinque stelle che in commissione ha votato contro. Ecco le motivazioni: “La mancata valorizzazione del patrimonio immobiliare, i dubbi sul basso valore immobiliare del momento che porteranno ad una "svendita", l'assenza di un censimento puntuale, preciso e allineato con la base dati catastale, gli inaccettabili sconti verso gli istituti religiosi e la destinazione d'uso dei proventi dell'operazione” ha spiegato Frongia promettendo modifiche in consiglio. Il timore del M5S è che si ripeta quanto avvenuto, per esempio, con l'operazione di alienazione nel 2006: “Un grande appartamento del Comune in zona L.go Argentina venduto ad un privato a 500.000 euro, rivenduto dallo stesso pochi mesi dopo ad una società per un milione di euro e poco dopo rivenduto a un milione e mezzo”. La proposta del Movimento cinque stelle è 'fare come a Milano' dove il sindaco Pisapia “ha dato in concessione ai cittadini il patrimonio immobiliare”. 

Opposizione arriva anche dal capogruppo della lista Marchini, Alessandro Onorato: “Ci opporremo con tutte le nostre forze all'ennesima svendita del patrimonio immobiliare comunale di pregio. In un momento in cui il mercato immobiliare è ai minimi storici vendere è una follia” il commento. “Una buona amministrazione dovrebbe valorizzare e trasformare i propri beni in fonte di ricchezza pretendendo affitti a prezzo di mercato”. 

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