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Ater, al via la vendita di quasi 7500 case: martedì partono le prime lettere

Da Acilia al Trullo passando per San Basilio sono migliaia gli inquilini che nei prossimi mesi riceveranno la comunicazione per l'acquisto della casa in cui vivono

Sta per entrare nel vivo il piano di vendita di quasi 7500 alloggi popolari dell'Ater di Roma. Domani, secondo quanto apprende Romatoday, partiranno le prime lettere. Da Acilia al Trullo, dal Laurentino a Primavalle passando per San Basilio e il Tufello, nei prossimi mesi sono migliaia gli inquilini che riceveranno la comunicazione con le informazioni relative al costo e alle modalità per acquistare le abitazioni in cui vivono. Il piano, i cui contenuti erano stati anticipati a ottobre da Romatoday, prevede la dismissione di 7.428 appartamenti e ha l'obiettivo di ottenere oltre 470 milioni di euro.

Le lettere, secondo quanto apprende Romatoday, non partiranno tutte insieme ma in varie tranches. Coloro i quali riceveranno le lettere avranno 60 giorni di tempo per rispondere. Per chi non potrà comprare, invece, si attiverà la cosiddetta ‘procedura di mobilità’, un trasferimento in altre case dell’Ater situate all’interno del Comune di Roma. L’alloggio rimasto invenduto verrà messo all’asta. La procedura di vendita verrà sospesa nel caso in cui nel nucleo familiare interessato “esistano situazioni di estremo disagio, determinate da gravi malattie, gravi disabilità o da malattie terminali”. Degli appartamenti abitati da ultra 70enni verrà messa in vendita la nuda proprietà garantendo all’assegnatario il diritto di abitazione.

Vendita delle case popolari Ater: tutti i dettagli del piano

Il prezzo di vendita verrà calcolato così: al valore della rendita catastale moltiplicata per cento viene applicata la riduzione dell’1 per cento per ogni anno di anzianità di costruzione dell’immobile fino a un limite massimo del 20 per cento. Il prezzo, quindi, varia a seconda della grandezza dell’appartamento, dell’anno di costruzione, dello stato di manutenzione e della zona in cui si trova.

Per un alloggio di tre vani e mezzo, per esempio, si va dai 22 mila euro di Acilia ai 34 mila della Bufalotta, di Torpignattara, di Monte Sacro e Tor De Schiavi. In quest’ultimo quartiere il prezzo di un appartamento di sette vani può salire a 118 mila euro. Sei vani a Pietralata costano 70 mila euro, con sei il prezzo sale a 84 mila. A San Basilio, sempre per avanzare un esempio, per quattro vani servono 30 mila euro, per quelli di sei 80 mila.  

Agli inquilini in regola con il pagamento dei canoni verrà riconosciuto il diritto di prelazione. Oltre agli assegnatari e ai conviventi queste abitazioni potranno essere acquistate anche dai figli non conviventi, su richiesta dell’assegnatario e se in possesso dei requisiti per la permanenza in un alloggio di edilizia residenziale pubblica; da coloro che hanno avanzato richiesta di regolarizzazione con le procedure precedenti a quella del febbraio 2020; e infine, con l’obiettivo di “consentire l’ottimale conclusione del programma di alienazioni”, la vendita può essere estesa fino ai parenti di terzo grado, anche non conviventi, purché in possesso dei requisiti per la permanenza in una casa popolare e su richiesta dell’assegnatario. In questo caso l’inquilino e il coniuge mantengono il diritto all’abitazione “per tutta la durata della loro vita”.

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