Case popolari in vendita, inquilini sotto la Regione: "Aiutateci a bloccare il decreto Lupi"

La protesta, organizzata dal sindacato Unione Inquilini, organizzata "per chiedere alla Regione di esprimersi per il ritiro del Piano Casa". Indignazione a rabbia tra gli inquilini

Da Primavalle a Montesacro passando per Pietralata, Spinaceto e Tor Marancia. Da diverse parti della Capitale gli inquilini delle case popolari si sono dati appuntamento sotto la sede della Regione Lazio a Garbatella per un presidio di protesta. Al centro l'art. 3 della legge 80, meglio conosciuto come Piano Casa del Governo Renzi, che prevede la vendita all'asta delle case popolari a prezzi di mercato. “Siamo qui per chiedere alla Regione Lazio di fare pressione sul Governo per chiedere che l'articolo 3 sia tolto dal Piano Casa” spiega Massimo Pasquini della segreteria romana di Unione Inquilini, che ha organizzato la protesa. In piazza anche alcuni attivisti dei movimenti per il diritto all'abitare ed esponenti di Rifondazione comunista. 

Sabato scorso il Governo aveva tentato di smorzare le paure degli inquilini dichiarando in un comunicato: “Non esiste alcun decreto attuativo emanato il 27 agosto dal ministero delle Infrastrutture” parlando poi di decreto in “elaborazione” e negando la vendita a prezzi di mercato. Parole che hanno lasciato intendere che la partita sulla vendita all'asta delle case popolari è ancora aperta. Sul punto per i sindacati la vicenda non è chiara: “Il 16 ottobre scorso la Conferenza Unificata ha raggiunto l'intesa in merito e qualche giorno dopo il ministro Lupi in un'intervista ha dichiarato l'imminente firma del decreto attuativo” denuncia Pasquini. “Ci devono spiegare perché è stata riaperta la discussione”.

Intanto tra gli inquilini delle case popolari della Capitale serpeggia paura mista a indignazione. “Da quando abbiamo sentito la notizia non ci sentiamo più tranquilli dentro le nostre case” racconta Floriana che da oltre 30 anni vice a Primavalle. “Vogliamo chiarezza perché non sappiamo a quale destino stiamo andando incontro”. Annarita ci è nata in una di quelle case popolari e a sua volta è assegnataria di un alloggio dell'Ater. “Ho passato una vita dentro quelle case e adesso dove mi vogliono portare?”.

Pasqualina vive nelle case di Pietralata dalla fine degli anni '60 quando “le vecchie case della borgata costruita da Mussolini vennero abbattute per lasciare spazio a queste. Mia madre è stata portata lì da Porta Metronia, se mi spostano dove mi mandano, in campagna?”. La consapevolezza è quella di non potersi permettere l'acquisto della propria casa. “Ci sono molti casi di disoccupati o stipendi molto bassi. Come facciamo?”. E anche chi un lavoro ce l'ha deve fare i conti con contratti precari o importi che “non ti permettono di accedere a un mutuo in banca”.

La rabbia è tanta: “Ora ci dicono che non ci sono i soldi per la manutenzione ma in tutti questi anni nessuno si è impegnato per una corretta assegnazione delle case” continua. Senza titolo, alloggi occupati abusivamente, morosi e altri 'scandali' che ciclicamente raggiungono gli onori della cronaca. “C'è chi davvero non può pagare e allora va tutelato. Ma oggi nel calderone ci finiamo tutti. Come possono dirci che non ci sono i soldi?”.

L'opposizione alla dismissione è arrivata anche in Campidoglio “dove sta per essere depositata una mozione di Sel” e anche in Regione. "Abbiamo presentato anche in Regione Lazio la mozione che Sel ha proposto in tante amministrazioni locali, per opporci al decreto che il Governo sta per emanare relativo alle procedure di alienazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica (Comuni, Ater, Aler, Iacp etc) in applicazione dell'articolo 3 del piano casa Lupi" si legge in una nota congiunta Gino De Paolis, capogruppo Sel alla Regione Lazio e Giancarlo Torricelli, coordinatore Sel Lazio.

Nel pomeriggio una delegazione di Unione Inquilini formata da alcuni rappresentanti delle case popolari di diversi quartieri ha avuto un incontro con il Capo di gabinetto dell'assessore alla Casa, Fabio Refrigeri, al quale ha chiesto che anche la Regione Lazio si esprima per il ritorno in Conferenza unificata del decreto ministeriale. Spiega in una nota il segretario dell'Unione inquilini di Roma e Lazio, Guido Lanciano: “L'assessorato ha dichiarato di condividere le critiche mosse al decreto, in particolar modo per quanto riguarda le modalità di vendita delle case popolari e l'assoluta mancanza di tutela per gli assegnatari regolari che non possono comprare. Su questo, ha preannunciato che la Regione prenderà posizione in tal senso con un comunicato ufficiale, nonché che la giunta si impegnerà a sostenere le mozioni che saranno presentate in Consiglio Regionale per richiedere il ritiro del decreto. E' una grande vittoria della nostra mobilitazione” conclude il comunicato annunciando nuove mobilitazioni.

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