Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

No alla nuova condotta nell’alta valle dell’Aniene: “Danneggia aree protette e flussi turistici”

Italia Nostra contraria alla condotta: capta una delle poche sorgenti che versa acqua nell'Aniene

Fiume Aniene foto d'archivio

Nel parco naturale regionale dei Monti Simbruini è prevista un’opera che fa discutere. Si tratta di un nuovo acquedotto che Acea vuole realizzare in sostituzione dell’attuale. Una scelta contestata da Italia Nostra perché  “danneggia aree protette e flussi turistici”

Il rischio per l'Aniene

Il progetto della nuova infrastruttura è all’esame di una conferenza dei servizi che dovrebbe concludersi il 18 luglio. L’acquedotto, previsto nell’alta valle dell’Aniene, permetterebbe di captare interamente la sorgente del Cerreto una delle poche che versa ancora acqua nel fiume. L’acquedotto attuale verrebbe abbandonato e il nuovo correrebbe lungo la strada sterrata a lato del fiume. Significa attraversare aree protette come l’Alta Valle del Fiume Anine e la Zona Speciale di Conservazione Grotta dell’Inferniglio.

Un cantiere incompatibile con l'habitat

“I pareri della direzione del Parco e degli uffici regionali competenti per la Valutazione di Incidenza (VIncA), necessaria per le aree Natura 2000, sono nettamente negativi” ha fatto sapere Italia Nostra. Nel merito le attività di cantiere nella stretta valle, che dureranno anni, con gettate di calcestruzzo per piattaforme di lavoro,  transito di mezzi eccezionali, sversamenti di materiali e sostanze chimiche nel fiume, sono incompatibili con la tutela degli habitat. 

Verificare le condizioni del vecchio acquedotto

“Italia Nostra Lazio – ha dichiarato Carlo Boldrighini, presidente della sezione Aniene e Monti Lucretili - osserva che lo Studio di Incidenza presentato dalla ditta non rispetta le linee-guida emanate nel 2019 dalla Conferenza Stato-Regioni per evitare sanzioni della Commissione Europea” In particolare in quello studio viene assunto che “il vecchio acquedotto perde e non è riparabile”, ma per Italia Nostra è una questione che invece andrebbe “accuratamente valutata”. 
 
Inoltre “non si discute nemmeno se la captazione sia compatibile con il flusso minimo vitale necessario del fiume, che ha quasi tutte le sorgenti captate, e non si considera il problema del ripristino, che, in ogni caso, difficilmente potrebbe ricostruire gli habitat distrutti”. Il no dell’associazione ambientalista, che punta l’indice anche verso le perdite idriche dell’Ato2, è netto. Il nuovo acquedotto non serve.
 

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