Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Tra Tronca e gli urtisti prove di dialogo: "Dalla settimana prossima un tavolo"

Nel pomeriggio di ieri l'incontro tra il commissario e una rappressentanza dei venditori ambulanti. "Trovare soluzione condivisa in tempi ragionevoli, nel pieno rispetto della legalità"

Dopo la forte protesta all'ombra del Colosseo di giovedì scorso, il Campidoglio prova a risolvere la "grana" urtisti. "Cacciati" dai monumenti più importanti su impulso del Ministero dei Beni Culturali e con la regia dell'amministrazione Marino, la categoria da tempo denuncia uno stato di crisi. Per trovare una soluzione giovedì scorso c'è stata una vibrante protesta con il blocco degli accessi all'Anfiteatro Flavio. 

Ieri invece il Commissario Straordinario di Roma Capitale Francesco Paolo Tronca ha ricevuto oggi pomeriggio il Presidente e il Vice-Presidente della Comunità Ebraica di Roma, con una rappresentanza dei venditori ambulanti, per provare a trovare una soluzione. 

"Durante l’incontro", fa sapere il Campidoglio, "il Commissario ha annunciato di voler aprire, già nella prossima settimana, un tavolo di confronto avente il compito di fare definitiva chiarezza sulla problematica, che presenta significative complessità di natura giuridica e sociale. I vertici della Comunità Ebraica e i rappresentanti dei venditori si sono dichiarati soddisfatti dell’interlocuzione con il Commissario Tronca, auspicando che si possa giungere in tempi ragionevoli ad una soluzione condivisa, nel pieno rispetto della legalità".
 
Fabio Gigli, presidente dell'associazione di categoria giovedì a RomaToday: "Ci hanno concesso 43 postazioni in via di San Gregorio, dalla parte opposta dell'area archeologica. Lì i turisti non passano, è inutile lavorare. Abbiamo chiesto di poter avere almeno accesso alla parte opposta ma niente" continua. La richiesta è semplice: tornare ad operare nell'area archeologica del Colosseo. "Siamo disponibili a discutere delle postazioni, tutte le proposte che abbiamo avanzato rispettavano la distanza minima dei 50 metri dal monumento. Se il problema è il decoro, siamo disponibili anche a trattare sul tipo di bancarella da utilizzare. Ma non possiamo lavorare lontano dai turisti”. Allo stesso modo le zone vicine al Vaticano: “Possiamo interrompere il lavoro nei giorni di maggior flusso, quando ci sono particolari eventi. Ma per quale motivo negli altri giorni non possiamo lavorare?". 

Dopo sei mesi di attesa e di incontri giovedì è scattata la protesta. "L'estate scorsa gli assessori Pucci e Leonori ci avevano promesso che saremmo potuti tornare. Così abbiamo aspettato senza protestare ma oggi, dopo sei mesi che non possiamo lavorare, non ce la facciamo più” denuncia Gigli. "200 famiglie rimaste praticamente senza lavoro non sono uno scherzo. E poi perché edicole e i tavolini dei bar non danno fastidio? La stessa Sovrintendenza al Colosseo ha costruito una struttura? Perchè in tutte le altre piazze d'Italia non ci sono problemi e noi non possiamo lavorare?". 

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