Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Unioni civili, anche Roma ha il suo registro: "Da oggi l'amore è uguale per tutti"

Con 32 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto questa mattina il Consiglio comunale ha approvato la delibera. In aula anche il leader di Sel Vendola e l'ex parlamentare Luxuria

Foto Agenzia Dire

Anche Roma da oggi avrà il suo registro delle unioni civili. Dopo oltre un anno di attesa e una giornata di bagarre in Aula Giulio Cesare la delibera 96/2013 che equipara le coppie di fatto, anche quelle tra persone omosessuali, alla famiglia tradizionale istituita con i matrimonio ha ricevuto il via libera dell'Assemblea capitolina. 32 voti favorevoli, 10 contrari e 1 astenuto. È questo il risultato ottenuto dal provvedimento che porta la firma di Imma Battaglia (Sel), Riccardo Magi (radicale eletto con la Lista Marino), Virginia Raggi (M5S), Giulia Tempesta (Pd), Svetlana Celli (Lista Marino) e Massimo Caprari (Centro democratico). Una delibera nata dalla sintesi fatta con associazioni e Municipi insieme alla maggioranza della vecchia proposta di iniziativa popolare e da quella presentata dal Movimento Cinque Stelle a inizio consiliatura. “Oggi la Capitale d'Italia dà il segnale che, in questa città, l'amore è uguale per tutti” ha dichiarato il sindaco Ignazio Marino.

L'esito del voto è stato accolto tra la soddisfazione e gli applausi dei presenti in Aula tra cui molti rappresentanti delle associazioni Lgbt. Tra il pubblico anche il leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola, il vicepresidente regionale Massimiliano Smeriglio, l'attrice Eva Grimaldi e l'ex parlamentare Vladimir Luxuria che ha commentato: “E' la vittoria civile di una Capitale di uno Stato laico. Questa è una città aperta e democratica, che chiede a gran voce al Parlamento una legge per riconoscere i diritti di chi si ama”.

MARINO - Soddisfatto il sindaco Ignazio Marino: "Finalmente anche Roma si è dotata di un registro delle unioni civili. Si tratta di un risultato atteso da tempo, che pone la nostra città sempre più in prima linea sul fronte dei diritti degli individui e del riconoscimento dei legami affettivi, stabili e duraturi” ha scritto in una nota. "Voglio dunque esprimere tutta la mia soddisfazione per questo passo importante che non solo rappresenta un atto di civiltà e di rispetto delle persone, ma ci allinea al resto del mondo occidentale, in linea con i principali Paesi europei con cui condividiamo la nostra storia politica e culturale”. Marino ha poi lanciato un appello a livello nazionale: “Tante amministrazioni italiane attendono una legge nazionale che finalmente sancisca i diritti uguali per tutti di fronte all'amore. Roma, con il suo esempio, spera di poter contribuire a sbloccare le titubanze dei legislatori che, da troppi anni ormai, eludono un pieno riconoscimento dei diritti giuridici e civili di tutte le coppie, indipendentemente dal loro orientamento sessuale".

PANECALDO -  "Una comunanza di interessi stabile, coabitante e duratura, una famiglia di fatto, merita riconoscimento e tutela, al pari di ciò che accade con l'istituto del matrimonio. Siamo consapevoli che l'assenza di una legislazione statale, così come la gerarchia delle fonti, non possano essere ignorate, ma ci conforta l'impegno del premier Renzi per il riconoscimento delle unioni civili” dichiara il capogruppo del Pd Fabrizio Panecaldo. “Senza gonfiare il petto, siamo però consapevoli di inaugurare un allargamento di grande portata nel campo dei diritti e delle tutele. L'esempio di Roma non passerà certo inosservato, e sarà uno spartiacque per la crescita civile del nostro Paese" ha concluso.

OPPOSIZIONE - Non sono mancate le polemiche da parte dei rappresentanti capitolini di centrodestra. Per il vicecapogruppo di Forza Italia in Campidoglio Dario Rossin: “La delibera sulle Unioni civili alla quale Forza Italia voterà no è un pasticciaccio che la sinistra ha allestito solo per farne un vessillo ideologico. Non essendo materia di competenza comunale ma di esclusiva pertinenza parlamentare, il voto di oggi rappresenta solo una presa in giro a quella comunità per cui la maggioranza dice di agire” ha scritto in una nota. Sulla stessa linea anche Gianni Alemanno: “Ho votato contro l'istituzione del registro delle unioni civili che, a mio parere, sono un tentativo privo di appigli giuridici di riconoscere diritti alle coppie gay che andrebbero sanciti invece attraverso una legge fatta dal Parlamento”.

IL FLASH MOBPer accogliere la votazione in mattinata alcuni attivisti del coordinamento Roma Pride hanno messo in scena un flash mob in Campidoglio con tanti palloncini a forma di cuore e cartelli con un cuore rosso e al centro un segno di uguale bianco. "Roma oggi ha finalmente approvato il Registro delle Unioni Civili. Una scelta di laicita'' e democrazia che avvicina le Istituzioni alla realtà sociale” il commento. “Finalmente le coppie conviventi della Capitale, sia dello stesso che di diverso sesso, godranno di un riconoscimento giuridico minimo che punta a colmare almeno in parte il grande vuoto legislativo sul tema”.

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