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Tutta la storia della concorsopoli in Regione Lazio

Parte da Allumiere lo scandalo delle assunzioni facili: procedure legittime con cui consulenti ed esponenti politici hanno ottenuto posti nelle amministrazioni

Chissà se si aspettavano i cittadini di Allumiere il 25 marzo di entrare al centro di un ciclone grande come la regione e, per certi versi, di livello nazionale: il caso della concorsopoli in regione Lazio scuote da settimane le cronache e i giornali della città e non accenna a fermarsi, se è vero che lo scandalo sollevato dal Fatto Quotidiano e da Repubblica è andato a scoperchiare una prassi che risulterebbe abbastanza radicata riguardo la gestione del personale politico e degli “uomini d’area” nella politica romana.

Tutto inizia con il servizio datato 25 marzo 2021 a firma di Vincenzo Bisbiglia sul Fatto Quotidiano: nel giro di 15 giorni, a cavallo delle festività natalizie, grazie a un concorso di pertinenza del comune di Allumiere vengono “assunti a tempo indeterminato in Regione Lazio” e in altri enti pubblici alcuni “membri dello staff e dei consiglieri regionali”. Fra loro “il presidente della commissione trasparenza del Campidoglio”, Marco Palumbo che diventerà dipendente a posto fisso del comune di Guidonia.

La modalità di queste assunzioni, seppur formalmente e totalmente legali ed effettuate “in punta di diritto amministrativo”, rappresenterebbe una malpratica e una vicenda su cui è pronta ad aprirsi un’indagine della commissione di controllo contabile regionale, nell’attesa che la Procura di Civitavecchia e la Corte dei Conti facciano le loro valutazioni.

La procedura risulterebbe la seguente: la Regione Lazio bandisce un concorso per 16 funzionari di categoria C e “la normativa”, scriveva il 25 marzo Vincenzo Bisbiglia sul Fatto Quotidiano, “consente di pescare dall’ultima procedura conclusa da altri enti pubblici ricadenti nel proprio territorio”. L’ultimo concorso utile da cui selezionare gli idonei era quello, appunto, del comune di Allumiere, il sindaco del quale lavora fra l’altro in comando in Regione Lazio da anni.

In questo concorso si erano piazzati come idonei “due collaboratori di Mauro Buschini, presidente del Consiglio Regionale: Matteo Marconi, segretario del Pd di Trevignano Romano, Arianna Bellia, assessore PD di San Cesareo; Augusta Morini, consigliere e assessore Pd di Labico, Paco Fracassa, segretario Pd di Allumiere, un componente del circolo Pd di Frosinone (città di Buschini) e tre militanti dem (Allumiere, Civitavecchia, Roma). Con loro anche un collaboratore di Giuseppe Cangemi, vicepresidente d’Aula in quota Lega”. Costoro saranno assunti in regione grazie allo schema di intesa fra Pisana e Allumiere firmato il 18 dicembre. Vi è poi Marco Palumbo fra i chiamati, ma il consigliere comunale dem avrebbe rifiutato il posto in regione. Sarebbe stato poi assunto a Guidonia in virtù dell’accordo fra le due amministrazioni datato 28 dicembre. In totale, le assunzioni evidenziate in diversi enti pubblici del territorio regionale sarebbero in cifra di 24.

Il 27 marzo su Repubblica Lorenzo d’Albergo riporta l’imbarazzo dei democratici in regione. Matteo Orfini, deputato PD e già commissario democratico della capitale dichiara: “E’ sconcertante, è necessario fare chiarezza subito e senza timidezze”. Zingaretti avrebbe commentato, sconfortato: “Non posso caricarmi sulle spalle il mondo”. Secondo ancora Repubblica che torna sul tema il 28 marzo, “le nomine sono state formalizzate con il placet del presidente del Consiglio Mauro Buschini e dei suoi due vice, il grillino Devid Porrello e il leghista Giuseppe Cangemi. Con loro anche tre consiglieri: Daniele Giannini, in quota Carroccio, Gianluca Quadrana eletto tra le fila della Lista civica Zingaretti e Michela Di Biase, ex capogruppo capitolina del PD e moglie di Dario Franceschini”; ulteriori notizie vedrebbero un altro paio di assunzioni, “due avvocate gemelle” assunte dalle graduatorie di Allumiere e incardinate nel comune Tivoli: “La prima si è candidata a Civitavecchia con una lista civica legata al Pd e le due sono sorelle di un ex consigliere 5S della stessa cittadina”, continua Repubblica, che il 30 marzo rincalza: anche la commissione giudicatrice del concorso di Allumiere poteva essere meglio assemblata, se è vero che era composta da “un dirigente a tempo determinato di allumiere, un secondo con un incarico fiduciario a Frascati e un terzo già all’opera a Tivoli”, tutti e tre “soggetti alla fiducia dei rispettivi sindaci”. Non stupirebbe allora che uno dei tre commissari lavori per “due dei comuni che hanno attinto alla graduatoria di Allumiere”. Il 29 marzo, intanto, Fratelli d’Italia aveva chiesto con una nota diffusa alle agenzie di stampa “le immediate dimissioni dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio”

Il 4 aprile parla Ignazio Marino, dalle colonne sempre di Repubblica Roma: “Queste assunzioni mi rattristano ma non mi sorprendono. Tranne rare eccezioni, la classe politica coinvolta non si è mai distinta per rigore nelle nomine: il criterio della fedeltà a una corrente o al politico di turno prevale su quello del merito”. Il Fatto Quotidiano era tornato sull’argomento il 1 aprile sottolineando che una commissione di inchiesta regionale, richiesta dai consiglieri di Fratelli d’Italia con diverse note finite sulle agenzie di stampa, potrebbe agire per fare luce “sul fatto che il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini sia il vice capo segreteria di Buschini; inoltre, la coincidenza che la lista idonei fosse composta da persone che già lavoravano in Regione come collaboratori politici”.

Ulteriori notizie arrivano sempre il 4 aprile sempre sul Fatto Quotidiano, in cui si dà conto delle prime notizie raccolte appunto dagli uomini di Fdi: ci sarebbe anche da discutere sul concorso “che il 25 febbraio 2021 ha sancito l’inquadramento a tempo pieno e indeterminato di 14 esperti statistici” sui 20 posti in palio “per il potenziamento dei centri per l’impiego e le politiche attive del lavoro”. Nell’elenco dei vincitori c’è anche Andrea Alemanni, presidente del Pd del Lazio. Lui, laureato in Statistica e interrogato dal giornale, puntualizza: “Il mio caso non c’entra con quello di Allumiere. E’ stato un concorso regolare, ho studiato due anni con molti sacrifici e ho superato prove difficilissime. Sono inoltre ampiamente qualificato”. Ma spunta anche il caso dell’assunzione di Andrea Pacella, “ex tesoriere dei Giovani Democratici e collaboratore, fino a gennaio scorso, dell’ex ministra dei Trasporti Paola De Micheli”. Il 24 marzo Pacella è stato nominato nuovo responsabile della segreteria politica di Nicola Zingaretti. 

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