Roma senz'acqua, da domani lo stop ai prelievi da Bracciano. Il tribunale: "Razionamento non serve"

Scattano da questa sera a mezzanotte i provvedimenti della regione Lazio che vietano le captazioni dal lago a nord di Roma. Ancora però non è scattato nessun piano di turnazione dell'acqua 

Foto Ansa

Ci siamo. L'emergenza siccità, secondo quanto raccontato nelle ultime due settimane dai gestori della rete idrica, dovrebbe aggravarsi da questa sera a mezzanotte in tutta Roma. Perché da questa sera a mezzanotte si fermano i prelievi d'acqua dal lago di Bracciano, secondo Acea indispensabili per garantire l'approvvigionamento idrico del territorio. Senza quei 1100 litri al secondo estratti, depurati, e immessi nella rete idrica, la città dovrebbe essere in sofferenza (alcune zone già lo sono) a partire già dalle prossime ore. Ma un piano di razionamento, di fatto, non c'è ancora. Tra cabine di regia, tavoli, bracci di ferro politici, ricorsi e indagini, si è consumato lo scontro a ogni livello, ma un'alternativa alle otto ore di stop ai rubinetti non è stata ancora nè ufficializzata nè comunicata ai romani. Un esasperante botta e risposta che - nonostante l'allarme dello stesso ministro dell'Ambiente Galletti che ha definito la situazione romana "quella che ci preoccupa di più" - non ha prodotto nessun valido piano b. 

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha rigettato il ricorso presentato da Acea contro la Regione, sottolineando nelle motivazioni della sentenza che il razionamento non è necessario. Fermare le captazioni da Bracciano non implicherebbe automaticamente la necessità di effettuare dei "tagli" all'acqua potabile. Sarà, ma Acea ribatte il contrario in una lettera inviata al governatore Zingaretti, ribadendo l'essenzialità dell'approvigionamento dal bacino lacustre e offrendo un'ultima opzione possibile: proseguire con i prelievi ma in misura minore, con una cabina di regia che garantisca un monitoraggio costante, e un commissario per la realizzazione di nuove opere idriche che permettano di usufruire maggiormente anche delle altre fonti d'acqua. L'assenza di infrastrutture adeguate è stata infatti più volte posta da Acea come ragione centrale del mancato ulteriore sfruttamento degli altri bacini - richiesto dalla Pisana per scongiurare il razionamento - in testa l'acquedotto del Peschiera (che fornisce già la Capitale del 70% di acqua). 

Le indagini su Acea

Intanto sulla testa della multiutility capitolina pende un'altra spada di Damocle: l'avviso di garanzia notificato al presidente Paolo Saccani per il reato di inquinamento ambientale colposo. I carabinieri del Noe hanno effettuate nella giornata di ieri delle perquisizioni all'interno degli uffici per acquisire tutta la documentazione relativa ai previlievi nel lago di Bracciano. A far partire l'inchiesta la Procura della Repubblica di Civitavecchia a seguito di una serie di denunce circa le condizioni preoccupanti in cui versa il lago.  

"Un soggetto terzo controlli il rispetto dell'ordinanza"

A esultare per le indagini in corso il Comitato per la Difesa del Lago di Bracciano. "Un'ottima notizia, insieme a quela del rigetto del ricorso avanzato da Acea. Ribadiamo che le azioni intraprese danno soddisfazione alla denuncia querela presentata in Procura il 20 giugno scorso e alle numerose richieste di intervento urgente inoltrate anche a Regione Lazio e Ministero dell'Ambiente. Sono state violate a nostro avviso numerose disposizioni di legge, non solo nazionali ma anche europee. Chiediamo l'assoluto rispetto dell'ordinanza regionale- continua il comunicato- e respingiamo ogni ipotesi di slittamento o deroga del provvedimento regionale. Chiediamo inoltre che sia incaricato un soggetto terzo che possa controllare direttamente il rispetto dell'ordinanza di stop, anche con accesso ai locali di Acea"

La mobilitazione

Per la giornata di lunedì 31 luglio, il Consiglio Popolare del Municipio VIII, ha organizzato una mobilitazione sotto la sede di Acea, in piazzale Ostiense, promossa dall'ex minisindaco Andrea Catarci. "Non si può restare in silenzio davanti alle gravi responsablità di Acea Ato2" scrivono in nota, "la situazione è preludio di un'ulteriore, probabile e beffarda furia privatizzatrice che si abbatterà anche sull'azienda che gestisce il servizio idrico della Capitale".


 

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