Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica

Soldi in cambio di case mai costruite: perquisizioni e sequestri da 5 milioni di euro

L'operazione della Guardia di Finanza è partita questa mattina all'alba. Sette indagati per plurimi reati tra cui associazione a delinquere e truffa

Hanno costituito un consorzio di cooperative per la realizzazione di alloggi in housing sociale. Chiesto soldi ad oltre 500 soci per 'aderire'. Ma le case non sono mai state costruite. Dalle prime ore dell'alba, gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno effettuato una serie di perquisizioni a Roma e provincia ed eseguito il sequestro di conti correnti, disponibilità finanziarie e quote societarie per un valore complessivo pari a circa 5 milioni di euro nei confronti di sette soggetti, indagati per plurimi reati quali l’associazione a delinquere, la truffa, l’appropriazione indebita e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma ed eseguite dal Nucleo di Polizia Tributaria del Corpo e dalla Sezione di P.G. della Guardia di finanza.

Si tratta della vicenda della cooperativa Castore e Polluce, denunciata nell'aprile scorso dalla trasmissione televisiva 'Le Iene'. La storia era arrivata anche in Campidoglio, all'attenzione dell'ex assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo che aveva incontrato i truffati e informato: "Presenteremo una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica". Diverse persone, circa 500, con la prospettiva di acquistare casa a prezzi ribassati hanno versato quote associative che ammonterebbero a cifre variabili tra i 9 mila e i 27 mila euro. 

Nel dettaglio, gli indagati hanno costituito un consorzio di cooperative, allo scopo dichiarato di consentire ai soci aderenti di acquistare a prezzi favorevoli unità immobiliari rientranti nel programma d’intervento urbanistico del Comune di Roma finalizzato alla costruzione d’alloggi a prezzi agevolati da destinare a particolari categorie sociali, il cosiddetto housing sociale. Secondo gli inquirenti però l'obiettivo era un altro: Nonostante i lavori non fossero mai partiti, ai soci veniva comunque costantemente richiesto di versare i propri risparmi nella pretestuosa iniziativa immobiliare, illusi dalla prospettiva di avere una casa ad un prezzo conveniente. 

Dopo anni di inutili attese e richieste di chiarimenti, delle abitazioni promesse neanche l’ombra. I lavori per la costruzione di queste abitazioni, infatti, non sono mai partiti. Le cooperative si sono rivelate ben presto per quello che effettivamente erano, ossia delle “scatole vuote” costituite al solo fine di porre in essere illeciti e di appropriarsi fraudolentemente di ingenti somme di denaro.

Il patrimonio sociale, accumulato nel tempo, è stato quasi, infatti, completamente dilapidato ed utilizzato a fini personali, dai malfattori per i motivi più disparati, quasi si trattasse di un bancomat privato. Plurime le spese non giustificate: dalle vacanze con famiglia al seguito in costosi alberghi, all’acquisto di regalie di varia natura quali vino, borse, etc. a sponsorizzazioni e stipule di convenzioni varie e prestazioni professionali nella realtà mai effettuate.

Una vicenda delicata e complessa che ha portato il G.I.P. del Tribunale di Roma ad accogliere la richiesta della Procura della Repubblica di Roma e disporre il sequestro preventivo delle società e cooperative coinvolte nel meccanismo fraudolento, nonché delle disponibilità finanziarie presenti su conti correnti dei soggetti indagati e delle società a loro riconducibili.

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