La Regione inchioda Fortini: "Rifiuti a Rocca Cencia da Cerroni? Deve decidere l'Ama"

La Regione Lazio si difende dalle accuse di Fortini il quale però punta piedi: "I rifiuti li porto da Cerroni solo se me lo dice l'autorità"

Tutto ruota intorno al Supremo e alla fine dal Supremo si tornerà. Re Manlio e i suoi impianti determinanti per risolvere l'emergenza rifiuti a Roma. In particolare è il tritovagliatore di Rocca Cencia il nodo più intricato, venuto a galla grazie al blitz dell'assessora Muraro in via Calderon de la Barca. La causa dell'emergenza sarebbe tutta lì, nel mancato uso di un impianto che alleggerirebbe Ama Salario e il tmb di Rocca Cencia di proprietà dell'Ama. Fortini, all'epoca supportato dalla giunta Marino, ha imposto il divieto di portare rifiuti da Cerroni. E la Muraro anche per questo attacca: "Ora viene fuori che tu non glieli vuoi portare e la città è piena di spazzatura". L'amministratore delegato di Ama tiene il punto, legge la lettera con cui il 20 giugno il ras dei rifiuti lo invita a ricorrere ai suoi stabilimenti e chiosa: "Io non chiederò mai di utilizzare l’impianto di Cerroni. O me lo dicono le autorità che è possibile, oppure senza gara non lo uso". 

Fortini, si capisce dal video, non vuol portare i rifiuti nel tritovagliatore di Cerroni in quanto c'è un contenzioso aperto con lo stesso Supremo e inoltre non sarebbe stata determinata la tariffa da parte della Regione. Da qui una lettera, indirizzata a Buschini, assessore all'ambiente della Regione, in cui si fa presente la situazione, paventando anche una possibile emergenza.

Da un lato quindi Muraro e il Movimento Cinque Stelle che, contro ogni proprio principio, sono pronti anche a portare i rifiuti dall'odiato monopolista pur di risolvere l'emergenza. Dall'altro Fortini che si impunta. 

In mezzo la Regione che non ci sta allo scaricabarile e si difende. Riguardo al "tritovagliatore del Colari di Rocca Cencia a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 46/2014 questo impianto, già autorizzato dalla Provincia, per svolgere determinate attività doveva  essere in possesso di AIA e quindi la società ne ha fatto richiesta il 3/8/2015. E’ stato dato avvio del procedimento il 17/9/2015 attualmente in corso. Al termine di questo procedimento l’impianto sarà dotato di Autorizzazione Integrata Ambientale e della relativa tariffa. Al momento l’impianto funziona con autorizzazione provinciale. Si fa presente che risulta agli atti dell’ufficio una nota del 20/6/2016 che il Presidente Fortini scrive al Colari da dove emerge chiaramente che le valutazioni sono esclusivamente tra AMA ed i Colari e la Regione è totalmente esente da ogni ruolo. La scelta di utilizzare o non utilizzare il tritovagliatore è esclusivamente dell’AMA".

Ma la Regione non si ferma qui, anzi. Va all'attacco sul Tmb di proprietà dell'Ama. "Non è possibile tralasciare l’altro elemento fondamentale della gestione dei rifiuti dell’AMA, i suoi TMB. Risulta agli atti che l’AMA con propria nota del 27/5/2016 ha chiesto alla Regione di autorizzare in via straordinaria di stoccare i rifiuti prodotti (CDR) nelle aree di ricezione, al fine, anche in assenza di uscita degli sbocchi, di poter continuare a lavorare. La Regione ha chiesto integrazioni il giorno 8/6/2016 per avere le planimetria delle aree destinate a questo scopo e quindi effettuare una valutazione, da allora questa richiesta è rimasta senza risposta da parte di AMA".

E ancora sui rifiuti all'estero: "Per il tramite di ENKI (notificatore) è stata chiesta la consegna dei moduli per i trasporti transfrontalieri per far fronte ad eventuali esigenze impreviste. I moduli sono stati consegnati il 19 maggio. Questi moduli vanno compilati allegando tutta la documentazione a supporto su cui andrà fatta l’istruttoria. A tutt’oggi, dopo 60 giorni non sono stati riconsegnati compilati per il successivo inoltro al paese di destino, cioè la Germania". 

La Regione chiude: "Riteniamo utile, inoltre, ribadire la nostra disponibilità ad Ama e al Comune di Roma alla piena collaborazione nei reciproci ruoli e con la massima correttezza evitando l’antico e scorretto costume dello scaricabarile".

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E' insomma guerra dei rifiuti. A saltare, a breve, potrebbe essere Fortini che oggi ha ribadito in diverse interviste come le sue dimissioni non siano solo di circostanza. Si aspetta la convocazione del cda per formalizzarle. A quel punto il Movimento Cinque Stelle, venuto meno il parafulmine, dovrà metterci la faccia e dire ufficialmente che per tenere pulita Roma bisogna piegarsi al Supremo. 

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