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Operatori senza stipendio da maggio: a rischio il trasporto scolastico degli alunni disabili

I 260 operatori della Tundo, che gestisce il servizio per conto del Comune, senza compensi da tre mesi sono pronti a proteste e sciopero

foto: Cgil di Roma e del Lazio

Il trasporto scolastico degli alunni disabili di Roma è a rischio. Si perchè i 260 lavoratori della Tundo, la società che per conto del Comune gestisce il servizio, sono senza stipendio da maggio e, dopo le rivendicazioni e il tentativo di dialogo, sono pronti a proteste e  sciopero. Uno stop che si tradurrebbe in un disastroso disservizio per gli studenti e le famiglie che si avvalgono del trasporto individuale e collettivo per i loro figli. 

Trasporto disabili a rischio: gli operatori sono senza stipendio da maggio

"Il Comune di Roma più volte sollecitato a intervenire in modo risolutivo sul comportamento irresponsabile della società, non sembra interessato a scongiurare disservizi e disagi per i circa 5mila utenti che si avvalgono del trasporto per la frequenza della scuola” - scrivono in una nota la Cgil e la Filt Cgil di Roma e del Lazio. “Le conseguenze cadranno, inevitabilmente, oltre che sui lavoratori non pagati, sugli alunni che non potranno frequentare con serenità la scuola e sulle famiglie che, come ogni anno dovranno sobbarcarsi l'onere di garantire la frequenza ai propri figli: settimane e mesi di stress incertezza e fatica”. 

I disservizi ricadono sulle famiglie

Lo sanno bene i genitori che anche lo scorso anno tra settembre e dicembre hanno dovuto far fronte alle medesime difficoltà tra orari sballati, percorsi tagliati e personale insofferente per i mancati compensi seppur disponibile a farsi carico di un servizio necessario. 

"In quell'occasione - ricorda Giovanni Zannola, consigliere capitolino del Pd - a rimettere le cose a posto fu l’intervento del Campidoglio, a seguito del quale l'azienda ha provveduto all’accreditamento delle somme dovute ai dipendenti. Questa volta, ad attività politiche praticamente ferme in vista delle elezioni amministrative, la questione si complica”.

I sindacati incalzano il Comune: "Dia servizio regolare"

“Non è più accettabile che una fascia di popolazione che quotidianamente vive condizioni di difficoltà debba avere un servizio incerto precario irregolare e ci chiediamo se il Comune di Roma abbia a cuore il loro benessere di queste famiglie”.

Da qui la richiesta dei sindacati alla Commissione di garanzia per l'attuazione della Legge sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali affinchè accerti “eventuali responsabilità in capo all'amministrazione Comunale che eroga il servizio, nel rispetto dei compiti che la legge le attribuisce”. “Ribadiamo comunque la nostra disponibilità a un confronto serio con Roma Capitale per individuare percorsi alternativi che possano portare a una soluzione del problema".
 

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